Tesseramento. Rifondazione c’è!

April 16, 2012 by  
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di Marco Gelmini

37.241: corrisponde al numero delle compagne e dei compagni iscritti a Rifondazione Comunista nel 2011.

Un dato importante soprattutto in questo momento di crisi dei partiti, segnato dagli scandali sull’uso distorto e/o privato dei fondi pubblici destinati all’attività politica.

Un dato che segna la presenza organizzata del nostro partito in 121 Federazioni (di cui 3 estere).

Un dato che segnala, però, le difficoltà che abbiamo e che stiamo attraversando: nel 2008, prima “della scissione vendoliana” il Prc registrava 71.200 iscritti; nel 2009 47.047, nel 2010 40.770; nel 2011 37.241, cioè 3.529 iscritte/i in meno rispetto al 2010. Questo dato è tanto più significativo se si tiene conto che il 2011 è stato l’anno del congresso che, solitamente, registra un impegno più forte per il tesseramento.

Proviamo ora ad esaminare in modo più dettagliato i dati del 2011:

– 1 Federazione(Napoli) supera i 2.000 iscritte/i (nel 2010 nessuna Federazione superava i 2.000 iscritti)

– 4 Federazioni tra i 1.000 e 1.500 iscritte/i (Milano, Roma, Cosenza, Perugia; erano 7 nel 2010)

– 11 Federazioni tra i 500 e i 1.000 iscritte/i (nel 2010 erano 13)

– 29 Federazioni tra i 300 e i 500 iscritte/i (erano 32 nel 2010)

– 24 Federazioni tra i 200 e i 300 iscritte/i (erano 21 nel 2010)

– 32 Federazioni tra i 100 e i 200 iscritte/i (erano 31 nel 2010)

– 20 Federazioni tra i 23 e i 100 iscritte/i (erano 17 nel 2010).

Significativo è anche il dato regionale: crescono, in termini di iscritte/i, quattro regioni: Liguria, Campania, Trentino, Piemonte.

Toscana,Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Campania sono le regioni con il maggior numero di iscritte/i; nessuna supera i 5.000 iscritte/i; Toscana e Lombardia ne registrano oltre 4.000, Emilia Romagna, Lazio e Campania superano i 3.000; la Calabria conta oltre 2.000 iscritte/i, 8 regioni si collocano tra i 1.000 e i 2.000 iscritte/i, 2 regioni tra 700 e 1.000, 5 regioni ne hanno meno di 300.

Questi dati parlano di una presenza ed un radicamento territoriali che,seppur indeboliti, tutt’ora rappresentano il patrimonio principale del nostro Partito.

Un patrimonio che si articola nelle iniziative, nell’attività’politica, nel lavoro di insediamento sociale, nell’azione amministrativa, nella costruzione di movimento e partecipazione, nelle “buone pratiche” che sono il pane quotidiano di Rifondazione.

Riproporre oggi l’iscrizione al Prc e’un buon antidoto anche rispetto alla politica personalistica, alla ricerca dell’affermazione di interessi privati ed alla politica intesa come gestione e amministrazione del potere.

Iscriversi al Prc e’un buon modo per sostenere attivamente, con consapevolezza, la lotta per affermare i diritti del mondo del lavoro, dall’art.18 al diritto al lavoro, per respingere le politiche liberiste dei “professori”e della destra, per continuare a costruire con buone pratiche e proposte concrete una società non solo più giusta e “pulita”ma anche profondamente trasformata nel segno della libertà e dell’uguaglianza.

E’necessario però fare passi in avanti nella costruzione della nostra iniziativa politica che passa necessariamente anche per il rafforzamento del Partito sia come forma di partecipazione democratica, sia per rilanciare l’autofinanziamento e l’autonomia che si basa tanto sulla qualità della proposta politica quanto sulla capacità di reggersi sulle proprie gambe!

Provo quindi a riassumere appuntamenti, proposte e temi su cui impegnarsi e confrontarsi nei prossimi mesi:

– i Congressi regionali che si concluderanno entro il 1 luglio saranno anche l’occasione per definire proposte operative di intreccio ed integrazione tra lavoro politico ed incarichi centrali e territoriali;

– la Conferenza di Organizzazione che si svolgerà dopo le elezioni del 2013, che ha il compito di ridefinire una efficace modalità di azione ed una riorganizzazione del nostro Partito, sulla base della nuova situazione e delle risorse disponibili;

– la ripresa dell’autofinanziamento: con il tesseramento, con le feste di Liberazione (quest’anno riproporremo la/le festa/e nazionale), campagne di sottoscrizione, forme di finanziamento/tesseramento con rid, etc

– chiudere il tesseramento entro il 31/12 ponendosi l’obiettivo per il 2012 di arrivare a 40.000 iscritte/i, verificandone trimestralmente l’andamento e la certificazione, con l’obiettivo di definire un indirizzario generale delle/degli iscritte/i per poterli raggiungerli anche via mail o sms.

Sono questi obiettivi minimi per rilanciare un lavoro politico che metta al centro militanza e radicamento sociale/territoriale.

Di questo, delle nostre proposte politiche, della costruzione della Manifestazione Nazionale del 12 Maggio a Roma contro le politiche del Governo Monti e dell’impegno per far tornare “in edicola”il nostro quotidiano, Liberazione, intendiamo discutere negli “Attivi regionali dei Segretari di Circolo” che stiamo organizzando in tutta Italia.

da http://web.rifondazione.it/home/

no debito, in piazza a Milano

April 1, 2012 by  
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NO DEBITO, DOMANI RIFONDAZIONE COMUNISTA IN PIAZZA A MILANO PER OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI. FERRERO (PRC – FDS): «CONTRO GLI SPECULATORI E IL GOVERNO DEI POTERI FORTI»

 

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, parteciperà domani alla manifestazione No Debito a Milano e dichiara:

 

«Domani pomeriggio Rifondazione comunista sarà in piazza a Milano per la manifestazione organizzata dal coordinamento No Debito: Contro il governo Monti, contro lo strapotere delle banche e degli speculatori finanziari, che usano lo spread come una clava per distruggere i diritti dei lavoratori. Contro questo governo non bastano infatti le parole, occorre lottare, occorre fare come in Val di Susa in tutta Italia». Il corteo di domani, sabato 31 marzo, partirà da piazza Medaglie d’Oro alle 14 e si concluderà a piazza Affari.

 

30 marzo 2012

1/03/12 – rassegna economica

March 1, 2012 by  
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Sul sito del dipartimento Economia è scaricabile una RASSEGNA STAMPA

 clicca qui  per scaricarla:  http://web.rifondazione.it/home/index.php/economia

Il Mezzogiorno e la crisi: piano di lavoro e proposte di Rifondazione comunista

February 29, 2012 by  
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DIPARTIMENTO ECONOMIA PRC (resp. Augusto Rocchi) – DIP. MEZZOGIORNO

Il Mezzogiorno e la crisi: piano di lavoro e proposte di Rifondazione comunista

Si è svolta ieri nella sede della Direzione nazionale una riunione sulle questioni del Mezzogiorno, organizzata dal dipartimento Economia. All’incontro, alla presenza di rappresentanti delle federazioni e dei dipartimenti nazionali, hanno partecipato con specifiche relazioni anche gli economisti Emiliano Brancaccio dell’università del Sannio e Riccardo Realfonzo, attualmente assessore al bilancio del Comune di Napoli. Di fronte a una crisi strutturale e ‘costituente’, che sta colpendo profondamente gli strati sociali più deboli in particolare delle regioni del Sud, sentiamo l’esigenza di riavviare un intervento specifico di analisi e di proposta politica, ha affermato Augusto Rocchi nell’introduzione.

Le politiche della Bce e le manovre del governo Monti stanno determinando un vero e proprio massacro sociale: sono ripresi consistenti processi migratori soprattutto di giovani laureati verso le regioni del Nord e l’estero, la disoccupazione giovanile sfiora nel Mezzogiorno il 50%; la debolezza strutturale e l’assenza di interventi hanno effetti devastanti sui (rari) distretti industriali, l’aumento di accise sui prodotti petroliferi, la mancanza di politiche di sostegno da parte del governo e insensate politiche europee hanno messo in ginocchio settori quali l’agricoltura, la pesca, il turismo; politiche fiscali (vedi Equitalia) ‘forti coi deboli e deboli coi forti’ stanno comportando la chiusura di migliaia di piccole aziende. Assistiamo a vere e proprie rivolte in regioni come la Sardegna, le proteste degli autotrasportatori hanno bloccato per giorni intere regioni; operai, pastori e contadini protestano tutti i giorni sotto le sedi regionali, il movimento dei “forconi” in Sicilia, denotano un quadro sociale di grande sofferenza. Se la sinistra non riesce a essere parte attiva in tutte queste mobilitazioni e contemporaneamente a fornire proposte di uscita ‘da sinistra’ dalla crisi, il rischio dell’avanzare delle destre populiste, parallelamente alla crescita di quelle tecnocratiche che sostengono Monti, può determinare pericolose svolte regressive e autoritarie.

E’ urgente avviare un lavoro specifico del partito su due piani di intervento, elaborando da un lato una piattaforma politica sulle questioni del Meridione, dall’altro mettendo in campo una mobilitazione di massa.Un percorso di costruzione delle proposte e delle iniziative politiche  in cui – a livello territoriale e centrale – dobbiamo avere grande capacità di ricerca e di apertura, per essere in grado di interloquire con intellettuali, movimenti di massa e tutte le soggettività della sinistra di alternativa. Va ripensata l’idea stessa di sviluppo del Mezzogiorno, non basata sui megaprogetti quali il Ponte sullo Stretto ecc. ma su nodi programmatici come la riconversione ecologica ambientale, la ripresa della piattaforma sui servizi pubblici e sui beni comuni emersa nella recente assemblea di Napoli, sviluppando gli assi strategici dell’agricoltura (che ha pagato le conseguenze di politiche distorte da parte dell’Unione europea) con una migliore valorizzazione delle produzioni locali e del turismo connesso allo sviluppo della produzione culturale e artistica, utilizzando maggiormente anche i fondi europei.

L’obiettivo finale che ci proponiamo è arrivare alla proposta di un grande piano immediato per l’occupazione giovanile del Sud, definendo contestualmente gli strumenti di riqualificazione di una programmazione pubblica. E parallelamente proponiamo una tassa patrimoniale in grado di garantire risorse a una forma di reddito sociale, non strumento assistenziale ma di sostegno ai periodi di assenza di lavoro. Dobbiamo dotarci rapidamente dello strumento di un questionario di inchiesta che consenta di costruire sui territori iniziative politiche di massa sempre interloquendo con movimenti, comitati, associazioni, sindacati, riuscendo a coinvolgere tutte le soggettività della sinistra.

Queste le proposte di intervento, sulle quali nel corso della riunione si sono inserite le approfondite relazioni degli economisti e il dibattito delle compagne e dei compagni intervenuti.

Ora tutto questo lavoro proseguirà articolandosi a livello territoriale e con gruppi di lavoro specifici.

Ferrero in val di Susa

February 27, 2012 by  
Filed under ambiente, trasporti

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Intervento dal palco di Paolo Ferrero segretario di Rifondazione Comunista

Riuscitissima la manifestazione in Val di Susa! Ci hanno provato anche questa volta i fautori dell’alta velocità e delle grandi opere a dipingere i valsusini e i No Tav, venuti da molte parti d’Italia, come pericolosi eversivi “inclini alla violenza antisistema”. La manifestazione di oggi, partecipatissima e variopinta come non mai (circa 70 mila persone, molto nutrita e visibile la partecipazione delle compagne e dei compagni di Rifondazione Comunista) svoltasi sui 10 km che collegano Bussoleno e Susa tappezzati da scritte, bandiere e manifesti No Tav, e’ stata la migliore risposta a queste irresponsabili prese di posizione. Ma propiro perchè la manifestazione è andata a gonfie vele la polizia in tarda serata non ha trovato di meglio che far scattare la solita provocazione da dare in pasto alla stampa carcando i manifestanti che da Torino stavano raggiungendo i treni per il rientro. Evidente l’intento di fomentare la repressione e la criminalizzazione di una protesta che dura da 20 anni (lo si è visto ultimamente con gli arresti del 26 gennaio). Una protesta sacrosanta e legittima di una comunità contro la distruzione di un territorio perpetrata dal progetto di un’opera inutile e affaristica. Un progetto dannoso non soltanto per chi vive lungo il percorso dell’alta velocità, ma anche per tutti coloro che vivono lungo il percorso di un’economia, di un modello sociale e di sistema di mobilità improntato agli interessi di un blocco politico affaristico. La Tav ha costi spaventosi, comporta un gigantesco consumo di territorio, comporta altresì un disinvestimento e una marginalizzazione del trasporto pubblico ordinario, usato dalla stragrande maggioranza della popolazione. A maggior ragione in un momento di crisi economica, di taglio delle pensioni e dello stato sociale, di grave disoccupazione, sprecare decine e decine di miliardi nell’alta velocità è una scelta semplicemente insensata. Molto applaudito l’intervento a conclusione della manifestazione del segretario nazionale Paolo Ferrero, sul palco insieme, tra gli altri, a Maurizio Landini, Giorgio Cremaschi, i sindaci valsusini e gli esponenti No Tav.

persone con disabilità – sit in davanti a montecitorio

February 23, 2012 by  
Filed under politiche di genere

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«RIFINANZIARE FONDI SUL SOCIALE, ELIMINARE TAGLI AGLI ENTI LOCALI, RITIRARE RIFORMA ISEE CHE METTE IN PERICOLO INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO E ASSEGNI INVALIDITÀ»

«Questa mattina abbiamo partecipato alla manifestazione delle persone con disabilità davanti Montecitorio contro il governo Monti – dichiara Antonio Ferraro, responsabile nazionale Politiche sociali di Rifondazione comunista -, che vergognosamente sta massacrando il sistema di welfare italiano, mettendo a rischio servizi e prestazioni sociali per milioni di cittadini. Siamo al loro fianco in questa battaglia per i diritti e la dignità della persona, a partire dal rifinanziamento dei fondi sul sociale, tagliati negli ultimi anni di oltre due miliardi di euro, dall’eliminazione dei tagli ai trasferimenti agli enti locali, dal ritiro della preoccupante riforma dell’Isee che mette in pericolo diritti e prestazioni sociali costituzionalmente garantiti, come l’indennità di accompagnamento e gli assegni di invalidità».

Roma, 21 febbraio 2012
Ufficio stampa Prc