Capire per rifondare il comunismo e la sinistra

May 21, 2013 by  
Filed under archivio percorsi di studio

Comments Off on Capire per rifondare il comunismo e la sinistra

Capire per rifondare il comunismo e la sinistra

“A che punto è la notte: la società italiana oggi.”

c/o Centro Congressi Cavour, via Cavour 50/a, Roma

Roma, sabato 25 maggio dalle ore 10 alle ore 17

Promosso da:

Partito della Rifondazione Comunista

Partito della Sinistra Europea

Relazioni introduttive:

Linda Laura Sabbadini: La società italiana in cifre, una fotografia delle diseguaglianze.

Enrico Pugliese: I nuovi termini della questione meridionale

Carlo Formenti: L’individualismo a fondamento dell’immaginario collettivo

Anna Simone: La precarietà come condizione generale

Annamaria Rivera: Il conflitto non rappresentato, la disperazione sociale, gli atti estremi di protesta

Giuseppe Travaglini: La svalorizzazione del lavoro e la distruzione dell’apparato produttivo

 

Ingresso libero. Seguirà la discussione aperta a tutti e tutte.

GENOVA – FERRERO (PRC): «DOLORE E SGOMENTO PER LA MORTE DEI SETTE LAVORATORI DEL PORTO. SI FACCIA SUBITO PIENA LUCE SULL’ACCADUTO»

May 8, 2013 by  
Filed under comunicati stampa nazionale

Comments Off on GENOVA – FERRERO (PRC): «DOLORE E SGOMENTO PER LA MORTE DEI SETTE LAVORATORI DEL PORTO. SI FACCIA SUBITO PIENA LUCE SULL’ACCADUTO»

COMUNICATO STAMPA

 

GENOVA – FERRERO (PRC): «DOLORE E SGOMENTO PER LA MORTE DEI SETTE LAVORATORI DEL PORTO. SI FACCIA SUBITO PIENA LUCE SULL’ACCADUTO»

 

 

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, ha dichiarato:

«Rifondazione Comunista esprime il più profondo dolore e sgomento per l’incredibile tragedia di ieri notte accaduta nel porto di Genova. In queste ore di grande lutto per la città di Genova, esprimiamo la più profonda vicinanza alle famiglie delle vittime, auspicando che venga fatta al più presto piena luce su una vicenda ancora troppo oscura, che coinvolge per l’ennesima volta una nave Jolly della compagnia Messina, già nota per numerosi altri tristi casi del passato. Quello che sappiamo per certo è che troppo spesso la sicurezza dei lavoratori, in ogni settore lavorativo, è lasciata per ultima in ordine di priorità. Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso e renda a tutti la verità più assoluta, augurandoci che uno scempio simile non debba mai più accadere in nessun porto d’Italia».

 

8 maggio 2013

COSTRUIRE L’OPPOSIZIONE AL GOVERNO LETTA – ALFANO

May 3, 2013 by  
Filed under in primo piano

Comments Off on COSTRUIRE L’OPPOSIZIONE AL GOVERNO LETTA – ALFANO

Documento approvato all’unanimità dalla Direzione nazionale di Rifondazione Comunista del 3/5/2013

COSTRUIRE L’OPPOSIZIONE AL GOVERNO LETTA – ALFANO

La Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista ritiene necessario costruire la più ampia opposizione contro il governo Letta – Alfano e le sue politiche. Il governo Letta-Alfano rappresenta infatti una risposta di destra e restauratrice – sia sul piano economico e sociale che sul piano istituzionale e costituzionale – alla domanda di cambiamento emersa dalle urne. Il governo unisce infatti la prosecuzione delle politiche di austerità decise a livello europeo – che hanno già caratterizzato il governo Monti – e una scelta di manomissione della Costituzione in direzione del Presidenzialismo e del rafforzamento del potere dell’esecutivo.
Proponiamo pertanto a tutte le forze sociali, culturali e politiche, che si oppongano da sinistra al governo di unità nazionale di dar vita ad un coordinamento delle opposizioni. Un coordinamento finalizzato a contrastare l’azione di governo nel paese, puntando alla costruzione di un movimento di lotta che metta al centro l’uscita dalle politiche di austerità, il rilancio e l’allargamento della democrazia e il protagonismo degli uomini e delle donne che subiscono gli effetti della crisi e delle politiche neoliberiste.
Invitiamo quindi tutte le strutture del partito a dar vita nella giornate dell’11 e 12 maggio una mobilitazione contro il governo Letta-Alfano, le politiche europee e i trattati a partire dal Fiscal Compact, ad articolare sui territori e sui luoghi di lavoro la proposta di coordinamento unitario, dando vita a un confronto con le forze che si oppongono al governo Letta e costruendo iniziative di dibattito e di lotta finalizzate alla costruzione dell’opposizione.
La Direzione Nazionale aderisce alla proposta avanzata da Stefano Rodotà di dar vita ad una Contro Convenzione finalizzata alla difesa della Costituzione e allo sviluppo della democrazia partecipativa.
La Direzione Nazionale riconferma l’adesione alla manifestazione del 18 maggio convocata dalla Fiom e impegna tutte le strutture del partito ad organizzare assemblee preparatorie e a garantire il massimo di partecipazione.
La Direzione Nazionale ritenendo necessario festeggiare la Repubblica e la Costituzione non attraverso una parata militare, ne chiede la soppressione e invita i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista ad organizzare per il 2 giugno iniziative di mobilitazione per il diritto alla pace, al lavoro e l’allargamento della democrazia, contro le spesa militari per il ritiro delle missioni dai teatri di guerra.
La Direzione Nazionale convoca per il 1 giugno una assemblea nazionale dei segretari di circolo.

Roma, 3/5/2013

forum donne

April 25, 2013 by  
Filed under archivio forum donne

Comments Off on forum donne

Care compagne,

su invito della compagna Irene Ruizen di Vicenza,ho partecipato ad un incontro regionale di compagne che hanno deciso di costituire il forum regionale delle donne PRC.  Erano presenti compagne dirigenti di circolo,compagne delle segreterie,assessore,iscritte e on iscritte al partito. E’ stato un incontro molto  “vivo” e appassionato. Con una certa mia sorpresa,insieme alle critiche profonde e quasi ‘ultimative’ nei confronti del partito (e della forma partito),è venuto forte il desiderio di non ‘mollare’,di assumersi la responsabilità  di continuare il percorso di rifondazione comunista con un’ottica di genere e con passione femminista ,attenta alla crisi e alla pratica delle donne. Non ho potuto fare altro che dichiarare la mia disponibilità a sostenerle,ma non ho potuto,per serietà,esimermi dal ‘raccontare’ la scarsa attenzione dei/delle dirigenti del partito al femminismo,alla sua forma autoorganizzata nel partito,fondata – sin dall’inizio – sul dentro/fuori e sulle relazioni con gruppi  femministi.Non penso di esagerare se affermo che la partecipazione del partito alla raccolta delle firme per il reddito minimo garantito (o di cittadinanza) è avvenuta sotto la spinta della elaborazione del forum delle donne (in particolare di Eleonora Forenza). Ho proposto alle compagne venete di organizzare in Veneto la scuola di politica a settembre. Mi faranno sapere.

Un abbraccio femminista

Imma Barbarossa

Rifondazione: serve una svolta – direzione nazionale

April 12, 2013 by  
Filed under in primo piano

Comments Off on Rifondazione: serve una svolta – direzione nazionale

Rifondazione: serve una svolta

 

La fase di confusione che regna sul dopo elezioni conferma che non ci troviamo davanti ad una rivoluzione e all’apertura di una nuova fase ma piuttosto davanti alla crisi organica della Seconda Repubblica senza che sia presente una alternativa: noi vogliamo costruirla.

 

In primo luogo assistiamo al trionfo del politicismo da parte di tutti i soggetti in campo, vecchi e nuovi, con una discussione attorno al nodo del governo che si è rivelata in larga parte finta. Tutti stanno in realtà proseguendo la campagna elettorale e nello stesso tempo la vera posta in gioco su cui si misurano disponibilità ed alleanze è quella del Presidente della Repubblica. Il tema dei contenuti, dei problemi del paese, è del tutto secondario e per certi versi puramente strumentale.

 

In secondo luogo occorre sottolineare come le posizioni politiche di PD e M5S siano incapaci di fornire una risposta positiva di uscita dalla crisi e di valorizzare il positivo superamento del bipolarismo che le elezioni hanno determinato. E’ assai significativo che i temi della patrimoniale, del blocco dei licenziamenti o della messa in discussione dei trattati europei – a partire dal Fiscal Compact – non siano nemmeno emersi nella discussione. Nel confronto tra PD e grillini, da un lato la proposta del PD era del tutto inadeguata e dall’altro Grillo ha scelto la strada dell’arroccamento contro i partiti invece di aprire un confronto su proposte chiare da opporre al PD. Per altro verso Napolitano ha usato la situazione di stallo per determinare quella vera e propria forzatura costituzionale che è stata la nomina dei 10 “saggi”, per riaprire la strada ad un governo di larghe intese che prelude alla prosecuzione delle politiche economiche neoliberiste e ad un ulteriore scardinamento della Costituzione. PD e M5S hanno così concorso pesantemente a determinare un quadro politico che – pur nella sua instabilità – è molto più arretrato di quanto aveva espresso il popolo italiano con il voto.

 

In parallelo alla vicenda parlamentare italiana stiamo assistendo all’ennesima catastrofica crisi finanziaria dell’area Euro che ha come epicentro – per ora – il sistema bancario cipriota. Nell’evidenziare il positivo ruolo di interdizione che hanno giocato i comunisti ciprioti di AKEL, che unitamente alle altre forze della sinistra sono riuscite a bloccare il primo piano della troica, dobbiamo registrare ancora una volta come le politiche proposte da Bruxelles sotto le direttive della Merkel – nella completa afasia del partito socialista europeo e di Hollande – siano completamente sbagliate e aggravino pesantemente la crisi.

 

Entrambi questi esempi – nazionale ed europeo – ci parlano della necessità di ridefinire e rafforzare una proposta antiliberista ed anticapitalista in Italia ed in Europa. Ci parlano della necessità di rafforzare il Partito della Sinistra europea, ci impongono una svolta nella vita di Rifondazione Comunista e ci chiedono di dar vita ad una sinistra di alternativa in Italia.

 

Questa situazione ci parla della contraddizione bruciante tra la necessità oggettiva dell’ alternativa e la nostra debolezza soggettiva, sottolineata dalla pesante sconfitta elettorale di Rivoluzione Civile. Il punto su cui riflettere a fondo riguarda quindi la possibilità di trasformare la necessità dell’alternativa nella maturità dell’alternativa.

 

La sconfitta elettorale non mette in discussione le ragioni dell’esistenza di Rifondazione Comunista ma ci obbliga ad una forte innovazione, ad una svolta. Non mette in discussione le ragioni dell’esistenza di Rifondazione innanzitutto perché il tema comunismo è più che mai attuale dentro questa crisi organica del capitale che mostra appieno la sua incapacità a dare una risposta alle domande di democrazia, giustizia sociale e sostenibilità ambientale. In secondo luogo perché Rifondazione Comunista rappresenta un tessuto di militanza e di intelligenza politica indispensabile per qualsiasi progetto di alternativa.

 

Per determinare la svolta abbiamo deciso di dar vita ad uno “Straordinario Congresso” da tenersi entro la fine dell’anno.

 

1)   Un congresso preceduto da una fase di riflessione aperta e approfondita sui nodi di fondo del nostro progetto politico, che sfoci in una conferenza programmatica entro l’estate. Per questo abbiamo deciso – a partire dalla presa d’atto della nostra sconfitta elettorale – che occorre definire meglio il nostro progetto, la nostra ragion d’essere, il nostro modo di funzionare, dando vita ad una vera e propria svolta. Si tratta di una discussione sui nodi di fondo della presenza comunista e della sinistra in Italia che parta dalla individuazione e dalla correzione dei nostri errori. Una discussione che  vogliamo fare con tutti e tutte coloro che sono interessati alla costruzione di una sinistra di alternativa. La Direzione nazionale invita tutti  i compagni e le compagne a partecipare ai seminari organizzati dalla commissione nazionale per il Congresso ed invita le Federazioni e i Circoli ad organizzare in sede locale momenti di approfondimento specifico.

 

2)   L’attività di riflessione teorica si deve però coniugare con una discussione di fondo sul nostro modo di essere, di funzionare e con il necessario rinnovamento dei gruppi dirigenti. A partire dalla pesantezza della crisi, dalla difficoltà ad organizzare una adeguata risposta popolare alle politiche neoliberiste, dal venir meno di ogni finanziamento pubblico, occorre ridefinire completamente il modo di funzionare del partito per renderlo efficace e sostenibile nel tempo. Occorre ridefinire i punti centrali di iniziativa politica: dal radicamento sociale a partire dai luoghi di lavoro, alla capacità di costruire conflitto sociale, collegamento tra le lotte, generalizzare le esperienze di mutualismo e solidarietà dal basso, per arrivare ad una più efficace e costante iniziativa sul terreno culturale come su quello della formazione e della comunicazione. Occorre rifondare la struttura organizzativa del PRC, ripensandola radicalmente.

 

3)   La rifondazione teorica e organizzativa di Rifondazione si coniuga nel nostro progetto politico con la proposta di fondare un soggetto politico unitario della sinistra di alternativa, costruito dal basso in forme democratiche e partecipate, nei termini descritti nella lettera aperta ai compagni e alle compagne di sinistra. Il rilancio di Rifondazione Comunista deve procedere parallelamente alla costruzione, anche in Italia, di una forte sinistra antiliberista, che trovi nella Sinistra Europea e nel Socialismo del XXI Secolo il suo naturale punto di riferimento. Tale proposta è ispirata dalla disponibilità del PRC a cedere la propria sovranità sul piano della rappresentanza elettorale ad un soggetto politico unitario della sinistra che sappia mettere al centro contenuti di lotta e programma di uscita da sinsitra dalla crisi, senza più cadere nella logica e nelle lusinghe del sistema maggioritario e bipolare, che per sua natura tende a dividere e condannare la sinistra all’impotenza sia nella collocazione interna sia in quella esterna al centrosinistra. La proposta non è quindi volta a dettare condizioni o a erigere steccati di nessun tipo. Allo stesso tempo prende atto e cerca di superare, anche in senso autocritico, i limiti e gli errori che hanno determinato il fallimento, fino ad oggi, di tutti i progetti politici ed organizzativi che si proponevano l’unità della sinistra. In particolare l’idea che si potesse promuovere l’unità dall’alto, con accordi pattizi fra gruppi dirigenti, e quella secondo la quale ogni unità doveva essere preceduta dallo scioglimento previo dei soggetti politici esistenti, che ha sempre e solo provocato scissioni ed ulteriore frammentazione.

 

La Direzione nazionale ritiene altresì necessario intrecciare questa attività di riflessione e di approfondimento con la ripresa dell’iniziativa politica e propone quindi a tutto il Partito:

 

1)            Un forte impegno nella campagna elettorale per le elezioni amministrative del prossimo 26/27 maggio a partire dalle realtà più importanti come quella di Roma. La nostra presentazione alle elezioni, in quasiasi forma avvenga, deve avere al centro punti programmatici discriminanti come la difesa dei servizi pubblici locali contro le privatizzazioni, il ruolo delle istituzioni locali contro la crisi e per un welfare di prossimità a favore dei cittadini più deboli, per la democrazia partecipativa contro la riforma liberista degli EELL.

2)            Una campagna politica, che facendo leva sulla distanza tra il palazzo e i problemi della gente, rilanci le nostre proposte politiche sul terreno sociale così come il tema del proporzionale, contro le ipotesi di ulteriore riduzione degli spazi democratici e ristrutturazione regressiva del sistema politico – istituzionale.

 

3)            Un forte impegno nella campagna referendaria di Bologna contro il finanziamento pubblico delle scuole private previsto per il 26 maggio.

 

4)            La rimessa al centro del nostro lavoro politico il tema della ripresa del conflitto sociale. Abbiamo sottolineato il peso nello stesso esito elettorale dell’assenza di conflitto sociale nel paese e su questo dobbiamo agire sia localmente, sia operando per la piena riuscita della manifestazione nazionale indetta dalla Fiom per il 18 maggio p.v. In questo quadro la Direzione nazionale ritiene necessario aprire immediatamente la discussione sul prossimo congresso della Cgil tra i compagni e le compagne iscritte, al fine di favorire la costruzione di una sinistra sindacale che proponga un netto cambio di indirizzo politico e sindacale.

 

5)            L’organizzazione su tutto il territorio nazionale di assemblee sulla costruzione della sinistra di alternativa, a partire dalla lettera aperta approvata da questa direzione, che coinvolgano il complesso degli interlocutori – individuali e collettivi – della sinistra.

 

6)            L’organizzazione entro le metà di aprile di una prima riunione dei segretari regionali sull’autoriforma del partito che apra – in rapporto con la Commissione Politica per il Congresso – un ampio percorso di discussione finalizzato all’organizzazione di un appuntamento nazionale in cui si ridefinisca la struttura, il modo di funzionamento del partito, le forme di autofinanziamento.

 

7) Il lancio su tutto il territorio nazionale della campagna di tesseramento al Partito della Rifondazione Comunista per il 2013.

 

In questo quadro di ripresa del lavoro politico, particolare attenzione e cura deve essere dedicata ai compagni e alle compagne e al partito in quanto tale. Per questo, oltre agli attivi e alle assemblee già convocate ed in via di convocazione, la Direzione Nazionale decide di aprire sul sito del partito due spazi di confronto orizzontale, che superino ogni barriera gerarchica e territoriale. In primo luogo uno spazio di confronto tra i compagni e le compagne sulla politica, a partire dai documenti approvati da questa direzione nazionale. In secondo luogo uno spazio di socializzazione delle pratiche del partito dai circoli alle federazioni ai regionali.

 

Su questa strada di rifondazione della rifondazione, la Direzione Nazionale decide di convocare per il 5 maggio una assemblea nazionale dei segretari di circolo.

 

 

La Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista

 

10 aprile 2013

lettera aperta della direzione nazionale

April 12, 2013 by  
Filed under in primo piano

Comments Off on lettera aperta della direzione nazionale

Lettera aperta alle compagne e ai compagni della sinistra.

 

Care compagne e compagni,

 

le frammentazioni e la divisione della sinistra italiana sono l’esito della radicale sconfitta sociale e politica degli ultimi decenni, ma anche dei nostri errori soggettivi.

 

La ristrutturazione capitalistica prima e la crisi economica poi hanno causato un’impressionante regressione delle condizioni di vita delle persone, una crisi sociale che – al contrario di quanto accade in altri paesi europei e nonostante l’aggressione a diritti fondamentali conquistati in un secolo di lotte – non ha prodotto un conflitto sociale adeguato alla fase, anzi, si è determinata una vera e propria eclissi delle organizzazioni di massa. Solitudine, isolamento e un profondo sentimento di impotenza delle lotte difensive costrette a manifestarsi nelle forme più estreme, ne sono la conseguenza.

La medesima ristrutturazione ha investito il sistema politico-istituzionale: l’introduzione del sistema maggioritario e del bipolarismo ha condannato le forze e le culture di sinistra, a dover scegliere ad ogni appuntamento elettorale tra l’impotenza dentro il centrosinistra egemonizzato dal pensiero neoliberista e la testimonianza ininfluente all’opposizione, in un processo di continua erosione della propria credibilità.

 

Per altro verso i tentativi di riaggregazione che in questi anni abbiamo insistito a promuovere sono stati viziati da limiti soggettivi relativi alla natura stessa dei processi unitari messi in campo. Non si può costruire l’unità a partire da accordi di vertice fra organizzazioni ed aggregazioni che nel corso del tempo si sono divise, senza percorsi reali di condivisione democratica e partecipata di contenuti e priorità. Non si può costruire l’unità solo sulla base delle scadenze elettorali e meno ancora con l’unico obiettivo di superare quorum e sbarramenti con liste improvvisate ed espressione di equilibri incomprensibili ai più. Non si può costruire l’unità sulla base di pregiudiziali ideologiche od organizzative tese a pretendere scioglimenti, abiure ed ulteriori divisioni nelle già troppe organizzazioni esistenti.

 

Riteniamo sia necessario fare un salto di qualità che non ripeta gli errori del passato.

 

Per questi motivi la Direzione del PRC ritiene – autocriticamente e conscia dei propri limiti e della propria non autosufficienza – di offrire ad una libera discussione, non predefinita negli esisti, alcune idee che ritiene utili per poter determinare il salto di qualità che tutte e tutti sentono necessario.

 

1.      sarebbe necessario avviare un processo fondativo di un soggetto politico unitario della sinistra sulla base della costruzione di una piattaforma antiliberista che delinei l’uscita a sinistra dalla crisi, che si connoti per l’autonomia e l’alterità rispetto al centrosinistra, per l’esplicito collegamento con tutto il sindacalismo di classe e i movimenti di trasformazione,  per il riferimento in Europa alla Sinistra Europea e al GUE.

2.      sarebbe importante che tale soggetto assumesse come centrale una piattaforma per la ricostruzione della sovranità popolare e la rifondazione democratica di ogni ambito della vita sociale e politica. Dalla democrazia nei luoghi di lavoro, allo sviluppo della democrazia partecipativa e diretta, alla ripresa di un’iniziativa costante per il sistema proporzionale sul terreno della democrazia rappresentativa.

3.      è indispensabile che il processo di costruzione di tale soggetto, non avvenga in modo  verticista e pattizio ma attraverso il coinvolgimento democratico e partecipato di tutte le persone concordi con gli obiettivi unitari, sulla base del principio una testa un voto. Che il soggetto unitario abbia piena titolarità sulla rappresentanza elettorale. Che le forze organizzate, locali e nazionali, che scelgano di attivarsi per il processo unitario senza sciogliersi, si impegnino a non esercitare vincoli di mandato ed a garantire la libera scelta individuale nell’adesione al nuovo soggetto politico da parte dei propri iscritti e iscritte.

E’ questa la proposta che mettiamo a disposizione del confronto a sinistra, nella convinzione che il popolo della sinistra debba e possa  costruire un nuovo soggetto politico unitario per la lotta, la partecipazione, la trasformazione.

 

Roma, 10 aprile 2013

La direzione nazionale di Rifondazione Comunista

percorso di studio e riflessione per capire meglio la realtà in cui operiamo

April 5, 2013 by  
Filed under archivio percorsi di studio

Comments Off on percorso di studio e riflessione per capire meglio la realtà in cui operiamo

Agli iscritti e alle iscritte di Rifondazione Comunista

 

Cari compagni e compagne,

dopo la sconfitta elettorale abbiamo deciso di aprire un percorso di studio e riflessione per capire meglio la realtà in cui operiamo ed arrivare al Congresso con una elaborazione un po’ più sostanziosa di quella ora presente nel partito e nella sinistra. A tal fine abbiamo deciso di organizzare alcuni seminari propedeutici alla convocazione della Conferenza di Programma da tenersi prima dell’estate.

 

In allegato alla presente trovate il programma del primo di questi seminari, che si terrà a Bologna il 13 aprile sul tema : Grillo e il movimento 5 stelle. A questo seguiranno seminari sulla situazione sociale italiana, sulla crisi economica e l’Europa, sulla crisi della rappresentanza e la democrazia, sulla rifondazione comunista.

 

Parallelamente a questa attività di studio e approfondimento la Direzione nazionale convocata per il 10 aprile sarà chiamata a pronunciarsi sui nodi politici di fase a partire dal rilancio del Partito della Rifondazione Comunista come protagonista della ricostruzione del conflitto sociale e dell’aggregazione della sinistra di alternativa.

 

Un caro saluto

 

Paolo Ferrero

 

Roma, 4/4/2013

 

 

 

Capire per rifondare il comunismo e la sinistra

Seminario su: Grillo e il movimento 5 stelle

c/o Hotel “I Portici Hotel Bologna” – Via Indipendenza.69 (5 min. a piedi dalla stazione)

tel. 05142185 (fax 0514218550)

Bologna, sabato 13 aprile dalle ore 10 alle ore 17

Promosso da:

Partito della Rifondazione Comunista

Partito della Sinistra Europea

 

Relazioni introduttive:

 

Roberto BIORCIO: La sfida della politica a 5 stelle

Lo tsunami provocato dal M5S fa apparire superate o almeno inefficaci e irrilevanti  molte idee e pratiche della politica tradizionale. Anche della sinistra. Suscitando due reazioni opposte: da un lato una corsa all’imitazione per riconquistare legittimità e credibilità agli occhi dei cittadini; dall’altra un reazione difensiva  da parte di giornalisti, politici, intellettuali e ideologi, che moltiplicano attacchi, denigrazioni e dotte disquisizioni sul nuovo movimento. Il M5S è un’esperienza nuova che  va in primo luogo capita, senza paraocchi o schemi precostituiti, se si vogliono valutare le sue possibilità di cambiamento della politica italiana. Si tratta di un’esperienza complessa tuttora in evoluzione,  che ricorda per molti aspetti lo tsunami al Bundestag tedesco provocato dai Verdi trenta anni fa. I Grünen non erano solo portatori di contenuti ecologisti e pacifisti, ma si proponevano di cambiare i rapporti fra cittadini, movimenti e istituzioni, rifiutando la tradizionale forma partito e sperimentando nuove pratiche politiche e organizzative.

 

Loris CARUSO: Il M5S e la politica contemporanea come campo di contraddizioni

La politica contemporanea è un campo di contraddizioni. Spinte alla partecipazione e tendenze alla delega plebiscitaria, trasformazione dei governati in governanti e impermeabilità delle istituzioni al conflitto, democrazia diretta e chiusura tecnocratico-populista, crisi delle ideologie e competizione politica agita essenzialmente sul terreno ideologico, apertura della politica alle istanze dei movimenti e silenzio politico dei movimenti. Queste spinte contraddittorie producono un equilibrio instabile che può avere esiti contrapposti. Questi diversi esiti sembrano compresi nella natura del M5S, in cui sembrano concentrarsi le contraddizioni della politica contemporanea.

 

Carlo FORMENTI : 5 Stelle e il mito della cyberdemocrazia

Il mito della democrazia diretta mediata dalla Rete ha incarnato le mire egemoniche della “classe creativa” americana negli anni 90. Un’illusione spazzata via dalla crisi e dalla riscossa di corporation e governi che hanno fatto di Internet uno strumento di sfruttamento e controllo. L’ideologia di 5Stelle incarna una versione tardiva e ingenua del mito, per cui, a mano a mano che 1) la base sociale di 5Stelle è venuta mutando e allargandosi,  2) è stato necessario fare i conti con le istituzioni, sono nate tensioni crescenti fra democrazia diretta e rappresentativa, accentuando i tratti di centralismo ed esasperando il ruolo del leader.

 

Lorenzo MOSCA:  Fra rete e territorio: pratiche comunicative e organizzative del movimento 5 stelle

Il Movimento 5 stelle è stato inizialmente interpretato come un fenomeno ‘virtuale’ che si è improvvisamente materializzato nelle piazze gremite dello ‘Tsunami tour’ e nelle urne. Tuttavia la rete e il territorio sono due ambienti che, fin dalla sua fondazione, convivono strettamente nelle pratiche organizzative e comunicative del movimento. Questa relazione si concentrerà sulle dinamiche organizzative e sulle scelte comunicative più recenti del Movimento, evidenziando come il rapporto col web e con il territorio si è modificato nel corso tempo.

 

Matteo PUCCIARELLI: C’è sinistra nel Movimento Cinque Stelle.

Il M5S ha fatto suoi alcuni temi della sinistra radicale: ambientalismo, reddito minimo, “lavorare meno lavorare tutti”, abrogazione della legge Biagi, acqua pubblica, con una forte attenzione agli esperimenti di governo dell’America Latina. Al di là degli slogan, poi, non sono pochi gli esponenti grillina che provengono da una storia personale culturalmente e idealmente di sinistra. Mentre sono milioni i voti che da sinistra si sono spostati sul M5S. Per questo demonizzare a prescindere significa non fare i conti con se stessi e i propri errori del passato.

 

Giuliano SANTORO: Un Movimento-Azienda tra rivoluzione e restaurazione

Beppe Grillo rappresenta l’onda lunga dell’egemonia televisiva, che nel paese del ventennio breve berlusconiano, ha utilizzato tecniche di marketing politico ed esperimenti di mobilitazione dall’alto per colonizzare il Web e costruire sulle macerie dei partiti uno spazio “né di destra né di sinistra”. L’ideologia del Movimento 5 Stelle sottrae terreno all’azione dei movimenti dal basso e disegna un modello di governo della crisi e di gestione “morbida” dell’impoverimento del paese.

 

Paola  VARESI: Il caso Parma, cronaca di una rivoluzione mancata.

E’ passato ormai un anno dalla vittoria di Pizzarotti a Parma. Il centrodestra, al governo da una quindicina d’anni, non è caduto solo a causa dell’intervento della magistratura, ma da un moto d’indignazione popolare che chiedeva un cambiamento forte sul campo delle politiche locali. Ad oggi, la rivoluzione grillina a Parma non c’è stata: domina l’ordinaria amministrazione, e non c’è una cancellazione dei progetti sostenuti dal centrodestra e osteggiati dai cittadini. Tra qualche giorno, partirà l’inceneritore…

 

Seguirà la discussione aperta a tutti e tutte.

dalla segreteria regionale

March 5, 2013 by  
Filed under in primo piano, politica

Comments Off on dalla segreteria regionale

Genova, 2 marzo 2013

La Segreteria regionale ligure di Rifondazione Comunista, si é riunita il 27 febbraio per una prima valutazione del risultato elettorale.
Alla riunione erano presenti i Segretari di tutte le Federazioni della Liguria.

La Segreteria regionale vuole innanzitutto ringraziare i compagni e le compagne che con generosità anche questa volta si sono impegnati a fondo in una campagna elettorale difficile.

Di fronte all’esito del voto e alla pesante sconfitta della lista di Rivoluzione civile, é necessario che si apra nel Partito e nella sinistra una discussione profonda e di ampio respiro.

In considerazione del fatto che i giorni 9 e 10 marzo si terrà la riunione del Comitato Politico Nazionale, la Segreteria regionale convoca per mercoledì 13 marzo la riunione del Comitato Politico Regionale al quale rimetterà il proprio mandato con l’intento di favorire l’avvio di un confronto franco, libero e dagli esiti non precostituiti.

 

La Segreteria regionale ligure del Prc.

Comunicato segreteria nazionale PRC del 27 febbraio 2013

March 1, 2013 by  
Filed under in primo piano

Comments Off on Comunicato segreteria nazionale PRC del 27 febbraio 2013

Comunicato segreteria nazionale PRC del 27 febbraio 2013

La segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, riunita per valutare i risultati delle elezioni politiche, desidera innanzitutto ringraziare le compagne e i compagni per la generosità del loro impegno personale, sia sul piano politico che organizzativo. Le compagne e i compagni di Rifondazione sono stati infatti la spina dorsale della campagna elettorale di Rivoluzione Civile sui territori.

Il risultato di Rivoluzione Civile è stato negativo. Non siamo riusciti in campagna elettorale a far emergere il profilo antiliberista, di sinistra e popolare della lista, che è rimasta schiacciata tra le spinte al voto utile e quelle al voto di protesta. Al di là di ogni altra considerazione, l’insuccesso della lista ha quindi una precisa ragione politica nell’incapacità di interpretare ed intercettare il forte disagio sociale e il largo dissenso verso le politiche di austerità.

Le elezioni ci consegnano un quadro terremotato, un quadro di crisi organica del sistema in cui la crisi sociale si salda con una crisi istituzionale e con la completa delegittimazione del sistema politico. Un quadro di crisi organica in cui il paese non si riconosce nelle politiche neoliberiste e nel sistema politico ma non ha maturato e non ha a disposizione alcuna alternativa. Non a caso escono penalizzate le forze che più si sono identificate con le politiche di austerità e con la governabilità, a partire da Monti per arrivare fino al PD. Parallelamente Berlusconi è stato premiato per il suo smarcarsi dalle politiche del governo Monti e Grillo risulta il vero vincitore delle elezioni perché è stato individuato come il veicolo più efficace contro il sistema politico in quanto tale e le politiche economiche che lo hanno caratterizzato. Il risultato del voto non è quindi una rivoluzione ma l’approfondirsi della crisi del sistema, crisi plasticamente rappresentata dall’impossibilità di determinare in parlamento una maggioranza di governo.

L’ingovernabilità e la crisi verticale del sistema politico è anche il risultato perverso della forzatura antidemocratica attuata da Napolitano – sotto dettatura dei poteri forti – nel novembre 2011. Il rischio è che adesso le classi dirigenti facciano una ulteriore forzatura per proseguire le politiche di rigore e austerità: che di fronte all’assenza del consenso popolare, puntino ad uno scardinamento costituzionale in senso presidenzialista per determinare in forma autoritaria quella governabilità che non sono stati in grado di costruire attraverso il consenso attivo.

Noi ci opponiamo radicalmente a questa prospettiva e proponiamo l’abbandono delle politiche neoliberiste e la ricostruzione democratica partecipata di un rinnovato sistema politico basato su un sistema elettorale proporzionale. Crisi sociale e crisi istituzionale hanno cioè una soluzione solo nella direzione di maggiore giustizia sociale e maggiore democrazia.

A tal fine è necessario rilanciare con forza la costruzione di un polo politico della sinistra antiliberista e proponiamo che Rivoluzione Civile dia vita ad un vero e proprio processo costituente, democratico e partecipato.  Parallelamente è necessario rafforzare e qualificare l’azione di Rifondazione Comunista che di questo processo di unità della sinistra antiliberista deve essere motore e protagonista.

Per aprire la discussione sui risultati elettorali e sulla ridefinizione del nostro progetto strategico – che dovrà trovare nei tempi e nei modi opportuni una sistematizzazione congressuale – è convocata per il primo marzo la Direzione Nazionale e per il 9/10 marzo il CPN, a cui la segreteria nazionale rimetterà il suo mandato.

KURDISTAN – PRC: “ASSASSINIO MILITANTI KURDE ENNESIMO CRIMINE PER IMPEDIRE SOLUZIONE POLITICA DEL CONFLITTO”

January 11, 2013 by  
Filed under comunicati stampa nazionale

Comments Off on KURDISTAN – PRC: “ASSASSINIO MILITANTI KURDE ENNESIMO CRIMINE PER IMPEDIRE SOLUZIONE POLITICA DEL CONFLITTO”

COMUNICATO STAMPA

KURDISTAN – PRC: “ASSASSINIO MILITANTI KURDE ENNESIMO CRIMINE PER IMPEDIRE SOLUZIONE POLITICA DEL CONFLITTO”

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista e Ramon Mantovani, della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista, dichiarano:

“L’efferato assassinio delle tre militanti kurde a Parigi è l’ennesimo crimine teso ad impedire la soluzione politica del conflitto nel Kurdistan nello stato della Turchia.
Da diversi giorni era in corso una trattativa riservata del governo turco con il Presidente Abdullah Ocalan e, come in almeno altre tre occasioni negli ultimi dieci anni, una parte dei militari e dei partiti nazionalisti turchi, con la complicità politica e probabilmente materiale di servizi d’intelligenza di paesi della NATO, non hanno esitato ad utilizzare metodi terroristici per impedire qualsiasi negoziato che porti al riconoscimento dei diritti elementari del popolo kurdo, alla fine del conflitto armato e alla liberazione di Ocalan.
Se il governo D’Alema avesse a suo tempo concesso l’asilo politico ad Ocalan e lavorato per una soluzione negoziata del conflitto, invece che obbedire supinamente agli ordini dell’amministrazione Clinton, costringendo Ocalan ad abbandonare l’Italia, al popolo kurdo sarebbero stati risparmiati tanti anni di guerra, sofferenze ed ingiustizie, perché al negoziato non c’è alternativa. Chiunque si consideri democratico e amante della pace non può che solidarizzare con il popolo kurdo, che resiste e chiede solo di avere gli stessi diritti di tutte le minoranze nazionali nei paesi dell’Unione Europea”.

10 gennaio 2013

Next Page »