forum donne

April 25, 2013 by  
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Care compagne,

su invito della compagna Irene Ruizen di Vicenza,ho partecipato ad un incontro regionale di compagne che hanno deciso di costituire il forum regionale delle donne PRC.  Erano presenti compagne dirigenti di circolo,compagne delle segreterie,assessore,iscritte e on iscritte al partito. E’ stato un incontro molto  “vivo” e appassionato. Con una certa mia sorpresa,insieme alle critiche profonde e quasi ‘ultimative’ nei confronti del partito (e della forma partito),è venuto forte il desiderio di non ‘mollare’,di assumersi la responsabilità  di continuare il percorso di rifondazione comunista con un’ottica di genere e con passione femminista ,attenta alla crisi e alla pratica delle donne. Non ho potuto fare altro che dichiarare la mia disponibilità a sostenerle,ma non ho potuto,per serietà,esimermi dal ‘raccontare’ la scarsa attenzione dei/delle dirigenti del partito al femminismo,alla sua forma autoorganizzata nel partito,fondata – sin dall’inizio – sul dentro/fuori e sulle relazioni con gruppi  femministi.Non penso di esagerare se affermo che la partecipazione del partito alla raccolta delle firme per il reddito minimo garantito (o di cittadinanza) è avvenuta sotto la spinta della elaborazione del forum delle donne (in particolare di Eleonora Forenza). Ho proposto alle compagne venete di organizzare in Veneto la scuola di politica a settembre. Mi faranno sapere.

Un abbraccio femminista

Imma Barbarossa

forum donne

November 18, 2012 by  
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Care tutte,

ho partecipato all’incontro di El Fem a Budapest. Abbiamo convenuto sull’analisi della crisi e su iniziative da tenere in ogni paese contro l’austerità. Sul piano politico si è deciso di ripartire dal manifesto di Atene del 2005 (che vi ho inviato da me tradotto, spero decentemente, in italiano, con opportuni aggiornamenti ed emendamenti (di cui vi ho anche informato).

Ovviamente si partecipa tutte alle iniziative del 25 novembre ma non abbiamo stilato un documento. Nemmeno si è deciso sul libretto che avrebbe dovuto raccogliere i risultati dei seminari dell’Università estiva (care economy e basic income), ma c’è stata la proposta di un libretto con una specie di notiziario sulle iniziative che facciamo nei vari paesi. Ovviamente la cosa non mi piace. Interessante l’incontro con la comunità Rom, che ci ha parlato delle gravi discriminazioni sociali, culturali, politiche.

Si è formato un gruppo di coordinamento per preparare la prossima assemblea di gennaio a Parigi. Proverò a mandare sulla lista (a proposito iscrivetevi) di El Fem qualche considerazione e una proposta per l’università estiva del prossimo anno:

 

Molto bello è stato l’incontro femminista organizzato da “donne nella crisi” a Firenze nell’ambito di Firenze 10+10, molto partecipato: c’erano molte compagne da tutta Europa. C’è una lista da cui dovrebbe partire una rete, che considero molto interessante. Vi invito a iscrivervi. La proposta, che è stata anche portata all’assemblea generale di domenica, è quella di un otto marzo contro l’austerità, e, io direi, anche contro il debito.

 

Saluti femministi

Imma Barbarossa

 

P.S. mettete in rete quello che state facendo nelle vostre realtà e le vostre opinioni su tutto.

Molto bella la frase di una compagna francese a Firenze: “la pazienza delle donne fa il potere degli uomini”. Facciamola nostra e basta con la pazienza!

 

 

Le promotrici dell’appello che viene diffuso nel quadro del Forum Sociale Europeo FIRENZE 10+10,  “Il 9 novembre a Firenze per un femminismo di movimento e di lotta”, non hanno nascosto la loro speranza che l’incontro con reti e organizzazioni europee fornisca qualche suggerimento utile a una politica di donne che, anche in Italia, desiderino opporsi alle misure di estorsione e salasso legate alla crisi del debito.

 

Non esiste per il momento altra strada che quella divenuta ormai tradizionale e non più nuova del “fare rete” cioè di un progetto che veda lavorare insieme donne di diverse appartenenze (o di nessuna) su scadenze e propositi condivisi. Durante il workshop cominceremo a confrontarci sulle tappe e le condizioni che possono condurre alla costruzione di una rete e a renderla efficace con la pratica del convergere invece che del sommare.

 

Dopo Firenze verrà creata una nuova mailing list a cui sono invitate a partecipare tutte coloro che condividano prima di tutto       le modalità della convivenza.

Vogliamo metterci insieme non per litigare, dare lezioni alle altre, tentare di imporre i diversi impianti ideologici ma per cercare obiettivi e pratiche comuni capaci di coinvolgere altre donne nell’opposizione alle politiche di austerità.

Vogliamo metterci insieme per agire, avendo già pensato, discusso, scritto e teorizzato per anni ciascuna nell’ambito delle  proprie relazioni intellettuali privilegiate. E ovviamente continuando a farlo in quegli ambiti e nella stessa nuova rete, dove però ci adopereremo per finalizzare all’azione  il pensiero.

Vogliamo metterci insieme per andare anche oltre il cerchio intelligente del femminismo e parlare con altre donne, con tutte le donne che saremo capaci di raggiungere  attraverso pratiche vecchie e nuove, tradizionali e sperimentali, creative e prese in prestito.

Vogliamo metterci insieme per articolare, ampliare, precisare i propositi espressi nell’appello nella certezza che sopravvivere sarà nel prossimo futuro sempre più difficile, se si continua a resistere in ordine sparso o se ci sfugge la gravità del contesto in cui siamo finite.

 

 

                DESIDERO ADERIRE AL PERCORSO PER LA COSTRUZIONE

                           DI UNA RETE DI DONNE CONTRO LA CRISI

 

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numeri di telefono (facoltativi)

REPORT PRIMUM VIVERE (PAESTUM OTTOBRE)

October 12, 2012 by  
Filed under politiche di genere

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REPORT  PRIMUM  VIVERE (PAESTUM OTTOBRE)

Carissime,

l’incontro di Paestum ottobre è stato nel complesso interessante. Dopo un primo avvio un po’ caotico (come avrete letto non c’erano relazioni, ci si passava il microfono e si poteva parlare per 5 minuti), in cui ognuna parlava a ruota libera e in molti casi impiegava i suoi 5 minuti a esprimere la propria felicità di esserci (!), la cosa ha preso corpo. I gruppi pomeridiani erano nove e non quattro come previsto e non erano tematici. Si poteva parlare di tutto e la discussione è stata vera e appassionata. Nella plenaria della domenica non c’erano report e si parlava di nuovo ‘liberamente’, ma si notava la consapevolezza della discussione avvenuta nei gruppi.

Provo a darvi le mie valutazioni politiche a caldo:

1)      C’eravamo tutte: le ‘storiche’, le ‘mediane’, le ‘giovani’, le ‘più giovani’.

2)      La Libreria delle donne di Milano è arrivata in forze, ma si è auto moderata (o è stata…).

3)      I nodi politici mi sono parsi essenzialmente i seguenti: l’irruzione benefica e salutare della materialità della vita, della precarietà, e quindi della critica dell’economico con la forte presenza del desiderio di “futuro” (con la questione ‘urgente’ del reddito di cittadinanza o di esistenza o di autodeterminazione).

4)      L’approdo teorico della insufficienza del 50/50, e persino dell’ambiguità di una norma ‘spartitoria’ e, di fatto, neutralizzante la differenza politica, la soggettività femminile e la relazione politica fra donne.

5)      Il totale accantonamento di “Se non ora quando”

6)      La relazione intergenerazionale non basata affatto su affidamenti o ‘riconoscenze’, ma sul desiderio (comune anche alle ‘anziane’) di confrontarsi, guardarsi ‘da vicino’ e andare avanti.

7)      L’urgenza di continuare il percorso: qui si è aperta una differenza a mio avviso profonda tra chi ritiene che l’incontro sia ‘bastevole’ e quasi autosufficiente e rifiuta ogni forma ‘organizzativa’ e chi chiede una rete permanente (la maggior parte degli interventi): io, Eleonora, Maria Grazia Campari e Alidina Marchettini abbiamo parlato della necessità di un “movimento politico di donne”. Molte chiedevano addirittura una data per un prossimo incontro.

 

E’ importante ora che se ne parli nei territori e che le compagne di Rifondazione comunista (poche ce n’erano) si inseriscano nelle reti locali.

P.S. a) la nostra Eleonora si è rivelata un punto di riferimento per le giovani, con una impostazione teorica ‘alta’; b) l’articolo di Ida Dominijanni sul Manifesto di oggi è molto ‘di parte’, in quanto nei contenuti non nomina affatto questo aspetto politico del “come continuare”, nelle modalità si arrocca sulle ‘sue’ citazioni. Ad esempio, a un certo punto di fronte all’evidenza è scesa dal suo trono e ha intervistato Eleonora, ma, come vedete dal giornale, la cita alla fine dell’articolo con una frase che, decontestualizzata e de-motivata, rischia di apparire banale, se non presuntuosa. Una vera giornalista si sarebbe dovuta accorgere che le giovani si rifacevano esplicitamente a Eleonora. Ma…dobbiamo portare pazienza.

Tengo però a precisare due cose:

a)      Abbiamo fatto una scelta giusta nell’insistere fuori e dentro il partito con la proposta del basic income declinato femministicamente

b)      A Milano si è formato un gruppo, Agorà del lavoro, molto partecipato. Le nostre compagne lombarde possono darci qualche informazione (in aggiunta a quanto ci dice Maria Grazia Campari)?

 

Saluti femministi

9 ottobre 2012-10-09

Imma Barbarossa

L’inferno dell’ILVA di Taranto

October 4, 2012 by  
Filed under ambiente, dall'Italia, lavoro, società

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L’inferno dell’ILVA di Taranto

Mio figlio vive a Bari ma insegna diritto del lavoro all’Università di Taranto. La finestra dell’aula dove fa lezione ha come orizzonte l’Ilva. Il primo giorno di lezione si sentiva una forte puzza di ‘gas’: chiese al bidello se si fosse rotto qualche tubo del riscaldamento. La risposta fu: è sempre così.

Due giorni fa mi ha fatto fare un giro intorno all’Ilva e ai margini del quartiere Tamburi, dove abitano prevalentemente le famiglie degli operai. Ho visto i ferri delle transenne e tutto ciò che è di metallo di colore rosso; nonostante le piogge e le nevicate di quest’inverno la polvere rossa non è venuta via perché è attaccata.

Mio figlio mi dice che di sera quando esce dai consigli di facoltà vede l’Ilva tutta illuminata, enorme, con fumi rossi, arancione e blu: l’Inferno dantesco.

Sono state ammazzate migliaia di pecore perché avevano brucato erba vicino all’Ilva; c’è diossina nel latte materno; c’è diossina nei cibi dei bambini e delle bambine della scuola dell’infanzia.

In questa situazione ottocentesca (“Germinal” di Zola e “La condizione della classe operaia in Inghilterra” di Engels) c’è una situazione postmarxista e postmoderna: gli operai in maggioranza difendono il posto di lavoro e…l’azienda. Il conflitto di classe è cambiato. L’Azienda non può smettere la produzione, l’Europa ha bisogno dell’acciaio dell’Ilva, gli operai hanno bisogno di produrre l’acciaio.

Qui davvero si capisce dolorosamente il senso del biocapitalismo: il capitalismo mangia la vita, la mente, l’anima.

Ovviamente il mio sostegno va al ‘comitato di lavoratori e cittadini liberi e pensanti’, dove ci sono tante donne. Se nel nome ci fossero state anche le lavoratrici e le cittadine, sarebbe stato meglio. Ma ahimé nelle emergenze, anche nelle emergenze il simbolico maschile è quello visibile.

Ho scritto per comunicarvi la mia angoscia di ‘libera e pensante’.

Imma Barbarossa 

 

 

REPORT PAESTUM 2012

September 13, 2012 by  
Filed under dall'Italia, nazionali, politica, politiche di genere

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REPORT PAESTUM 2012

CARE COMPAGNE,

sempre nell’ambito della “resistenza” si è svolta quest’anno a Paestum, come vi  avevamo annunciato, la scuola di politica del Forum delle donne. C’erano parecchie giovani, probabilmente attratte da tema del ‘reddito’, anche perché il nostro programma è stato diffuso dalla rete BIN Italia.

L’incontro è stato aperto da Loredana Marino, segretaria della federazione PRC di Salerno. Quindi la discussione è stata densa e diversificata: nessuno ha la ricetta in un momento come questo. La questione del reddito è stata posta non come uno scontro tra garantiti e non garantiti (ma oggi nessuno è più garantito) o tra quarto e quinto Stato, ma come un grande percorso di innovazione sia sul piano teorico (nel modo di intendere il lavoro) sia sul piano sociale (nei confronti della crisi e contro la riduzione del lavoro degli “occupati” o “semioccupati” a lavoro servile e ricattato). L’impegno è a supportare la raccolta di firme del partito, con una impostazione femminista, che ci fa dire “reddito di cittadinanza, reddito di autodeterminazione”, parola quest’ultima che è piaciuta a tutte. E a continuare la discussione anche con chi non è d’accordo con queste posizioni (significativi i suggerimenti di Claudia Nigro e Adriana Miniati), come hanno sottolineato gli interventi di Elisabetta della Corte, Eliana Como, Beppe Allegri e Franco Musumeci.

La sessione sulla violenza contro le donne e sui nuovi diritti ha registrato i contributi di analisi, di racconto e di approfondimento di Barbara Spinelli e Bianca Pomeranzi, e gli interventi di Anita Sonego (una riflessione sul concetto di diritti) e di Carla Cotti (l’informazione e la comunicazione). Purtroppo Elena Biagini non ha avuto il permesso dalla preside e non è venuta, Irene Bregola ha dovuto lasciarci subito perché raggiunta dalla notizia di un grave malore della nonna e la compagna di Syriza non è venuta perché sua figlia che studia a Londra è tornata a casa proprio in questi giorni.

La sessione sulla crisi della politica ha registrato gli interventi di 4 compagni (Andrea Bagni, Giorgio Cremaschi, Giovanni Russo Spena e Pasquale Voza) e le acute osservazioni  di Maria Grazia Campari, Eleonora Forenza e Lidia Menapace.

La domenica  mattina, dopo una relazione di Elena Coccia sul suo lavoro nel consiglio comunale di Napoli (molte delibere sui diritti civili approvate all’unanimità in consiglio), abbiamo discusso in maniera informale con critiche agli interventi maschili, perplessità e osservazioni varie. Ho fatto delle proposte che riassumo e su cui non ho ascoltato riserve: a) un incontro a Napoli con Elena e Anita sul lavoro e la presenza delle nostre consigliere in comune e nella società ; b) un convegno-seminario su femminismi e sinistre: per quest’ultimo propongo come sede Bergamo perché c’è Mapi che è una infaticabile organizzatrice. C’è anche stata la richiesta pressante di organizzare discussioni sul reddito nelle realtà territoriali.

Abbiamo diffuso e discusso il documento di Paestum di ottobre, incontro a cui alcune di noi parteciperanno;  nel  frattempo invieremo al loro blog una breve riflessione.

Ho anche informato del seminario tenuto in Grecia nell’ambito dell’Università estiva della Sinistra Europea, che è andato molto bene e ha riscosso la condivisione delle compagne di Syriza, del partito comunista austriaco e del Front de gauche. In Grecia si è anche tenuta una riunione informale di El-fem e si è formato un coordinamento per organizzare un incontro a Budapest in novembre; nel coordinamento c’è Eleonora. Se non siete ancora iscritte alla lista di El-fem, fatelo subito.

Prego le compagne che hanno da aggiungere informazioni e/o osservazioni di mandarle a Lina su questo indirizzo mail. Mi dispiace per le assenze. Nel complesso secondo me è andata bene.

Un abbraccio,

Imma Barbarossa