Acqua – Bene comune, bene speciale

April 10, 2012 by  
Filed under acqua, del territorio

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Associazione culturale “Articolo nove – Cittadinanza e territorio”

Viale Dante, 21    16039 Sestri Levante       Tel. 3356704127

Email: costituzione.articolo.nove@gmail.com

 

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

 

La promozione e lo straordinario successo del Referendum sull’acqua hanno costituito un grande fatto di democrazia e di civiltà.
Purtroppo né le multinazionali né certa classe politica sembrano rassegnarsi alla sconfitta: non solo si tarda a dare applicazione alle conseguenze giuridiche (ed economiche) del referendum, ma vedono segnali preoccupanti di grandi manovre tese a eludere la volontà chiarissimamente espressa da 27 milioni di italiani.
Invitiamo le associazioni, le forze politiche, i cittadini del Tigullio a discutere con noi un tema che appare centrale oggi e sempre più nel prossimo futuro.
venerdì 13 aprile – ore 21,00 –
al teatro Lavagnina di Sestri Levante
ACQUA – BENE COMUNE, BENE SPECIALE
Grazie
Associazione “Articolo 9”
Legambiente

Dichiarazione sull’ Acqua in Palestina

April 4, 2012 by  
Filed under acqua, dal mondo

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Dichiarazione sull’ «Acqua in Palestina»I partecipanti al FAME, svoltosi dal 14 al 17 marzo 2012 a Marsiglia, dopo aver discusso della situazione dell’acqua in Palestina, segnata – stando alle diverse comunicazioni presentate –  da un vero e proprio “apartheid dell’acqua”, sono giunti alle seguenti conclusioni:1 – il conflitto israelo-palestinese ha radici e ragioni essenzialmente politiche. Tuttavia l’acqua è al centro di tale conflitto.

2 – In base alle convenzioni di Ginevra, ricade su Israele, in quanto occupante, la responsabilità di garantire l’erogazione di acqua necessaria alla popolazione palestinese sotto occupazione.

3 –  In questo conflitto Israele utilizza l’acqua come arma politica e come strumento di pulizia etnica, applicando in particolare le Ordinanze militari n. 92 del 15 agosto 1967 e n. 158 del 30 ottobre 1967.

4 – Israele conduce una vera e propria politica di “apartheid idraulico” contro i Palestinesi per costringerli ad abbandonare le loro terre ai coloni illegali. Per questo un palestinese ha a disposizione solo un quarto di quanto invece consuma un israeliano e gli è persino proibito di raccogliere l’acqua piovana.

5 –  Il muro di separazione – o meglio della Vergogna – considerato illegale dalla giustizia internazionale, separa le famiglie, ruba ai Palestinesi la loro acqua a vantaggio dei coloni, e impedisce loro di coltivare i campi  e gli uliveti. Il che è ancor più grave tenuto conto che l’agricoltura rappresenta il 15% del PIL palestinese.

6 – Mekorot – Gestore del National Water Carrier (NWC) – attua una politica discriminatoria nei confronti dei Palestinesi che fa loro dire che essi vivono nel “paese della sete”.

7 – Israele impedisce ai Palestinesi di accedere a una depurazione corretta. Il che mette in pericolo la loro salute e rischia di contaminare le falde alle quali attingono sia i Palestinesi sia gli occupanti israeliani.

8 – La situazione di Gaza sia dal punto di vista dell’”acqua potabile” sia della “depurazione” è un attentato alla dignità umana ed è francamente insopportabile.

9 – Le popolazioni nomadi vivono situazioni intollerabili per quanto riguarda l’acqua la cui penuria, organizzata dall’occupante, rende la loro vita impossibile e decima i loro armenti (l’accesso ai pascoli è proibito)

Per tutte queste ragioni, i partecipanti al FAME condannano con forza le politiche israeliane  nei confronti dei Palestinesi per quanto riguarda l’acqua, che non possono non essere considerate criminali. Denunciano nel contempo le continue violazioni del diritto all’acqua dei Palestinesi.

Chiedono l’istituzione di una Commissione di verifica di tale situazione e la costituzione di un Tribunale Internazionale dell’Acqua per mettere fine alla giustizia negata in questo campo.

Fanno appello a tutte le donne e uomini amanti della giustizia e della pace nel mondo intero affinché partecipino alla campagna BDS “Boicottaggio – Disinvestimento- Sanzioni”   lanciata dalla società civile palestinese nel 2005 per costringere Israele a garantire i diritti fondamentali delle tre componenti del popolo palestinese: i profughi, i Palestinesi colonizzati (Cisgiordania e Gaza)  e i Palestinesi che vivono in Israele (i Palestinesi del 48).

Fanno appello a tutte le donne e uomini amanti della giustizia e della pace nel mondo intero affinché facciano pressione verso le rispettive autorità nazionali per porre fine alla condizione disumana imposta ai Palestinesi e  far cessare le violazioni del diritto che minacciano la pace nel mondo.

Come Nelson Mandela, essi sostengono che “La nostra libertà resterà incompleta finché i Palestinesi non avranno recuperato la loro

 

manifestazione marsiglia acqua 17 marzo

February 27, 2012 by  
Filed under acqua, appuntamenti, nazionali

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Care compagne, cari compagni,
la lotta per i beni comuni e per un’alternativa di società non può e non deve certo fermarsi dentro i confini nazionali.
Dal 14 al 17 marzo 2012 a Marsiglia si terrà il Forum mondiale alternativo dell’acqua (FAME).
Il Forum ha l’obiettivo di costruire un’alternativa concreta al 6° Foro Mondiale dell’Acqua (FME) organizzato dal Consiglio Mondiale dell’Acqua, organo delle imprese multinazionali e della Banca Mondiale che pretende arrogarsi il governo mondiale dell’acqua.
Nell’ambito della tre giorni (clicca qui per consultare il programma) è previsto anche un seminario organizzato dalla Sinistra Europea.
La Sinistra Europea ci offre  la possibilità di organizzare 1 o 2 pullman per la manifestazione che si terrà a Marsiglia il pomeriggio di sabato 17 marzo, quindi le spese di viaggio non saranno a carico dei partecipanti.
I pullman potrebbero avere come sedi di partenza Milano (con fermata intermedia a  Torino) e Roma (con fermate intermedie a Firenze e a Genova), naturalmente si tratta solo di un’ipotesi da verificare sulla base delle richieste di partecipazione.
Il rientro è previsto alla fine della manifestazione.
Ci occorre, quindi,  sapere al più presto un numero indicativo di adesioni dai territori.
Vi invito pertanto a far girare tra gli iscritti la presente comunicazione, e a fornire il numero di adesioni a davide.pappalardo@rifondazione.it tassativamente entro mercoledì 29 febbraio.
Cari saluti,
Rosa Rinaldi
Resp. Ambiente, Territorio e Beni Comuni Prc

Ministro Clini scrive ad authority di Gas ed Energia per rispetto esito referendario

February 25, 2012 by  
Filed under acqua, aree tematiche, beni comuni

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Care/i,

è già arrivato il primo frutto dell’incontro svolto giovedì scorso con il Ministro Clini. Come vedete dal documento allegato, e come pubblicato in home page del Ministero Ambiente , il Ministro, così come aveva dichiarato, ha inviato una lettera all’Authority Energia e Gas e alle Regioni, nella quale sottolinea chiaramente l’esigenza di dare attuazione all’abrogazione della remunerazione del capitale investito ” anche nelle more dell’approvazione del prossimo DPCM “.

E’ un importante vittoria del movimento per l’acqua e la fine di ogni alibi per autorità d’ambito e gestori; è un importante documento che rafforza –anche giuridicamente- la nostra campagna di obbedienza civile che si sta diffondendo in tutti i territori.

Proponiamo a tutti i comitati territoriali di inviare la lettera di Clini all’ATO di riferimento e ai sindaci del proprio territorio, in modo che siano chiare a tutti le ragioni inequivocabili della nostra battaglia di obbedienza civile.

Nel frattempo è doveroso continuare a vigiliare e a fare pressione affinchè gli esiti referendari vengano rispettati completamente.

Avanti tutta!


Segreteria Operativa Forum dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma
Tel. 06/97615507 Fax 06 68136225
Lun.-Ven. 10:00-19:00;
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

l’anomalia democratica

February 23, 2012 by  
Filed under acqua, beni comuni

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Di Ugo Mattei

Manovre sinistre si avvertono sul fronte dell’acqua. In pochi giorni, in piena continuità di stile berlusconiano, facendosi precedere da un ballon d’essai dell’ authority per la concorrenza, il Presidente del Consiglio ed il suo sottosegretario si sono presentati in tv per spiegare agli italiani che portare a casa le liberalizzazioni è il senso profondo della fase 2. I due esponenti del pensiero unico neoliberista globale hanno mostrato preoccupazione e rispetto per l’esito referendario di giugno ma hanno anticipato che, purtroppo, qualcosa va fatto anche sul fronte dell’acqua. Nella logica del pensiero unico globale che, invece di dichiarare bancarotta politica ed intellettuale, insiste tetragono come se la crisi fosse stata determinata dall’eccesso di regolamentazione piuttosto che dagli eccessi delle liberalizzazioni, il ragionamento non fa una piega.

Il mercato dell’oro blu e quello per la gestione delle infrastrutture necessarie per lo sfruttamento dell’acqua è una succulenta occasione di estrazione di valore dai beni comuni che lascia i costi sociali dove cadono. Sarebbe un peccato perdere quest’opportunità di fare affari solo perché non lo vuole il popolo! Del resto quando mai, a livello globale, dagli Stati Uniti alla Cina, ciò che il popolo vuole in materia di beni comuni è rilevante? Non è forsa la stessa logica globale di connivenza fra il privato azionario ed il pubblico “catturato” da questo a spiegare tutte le follie del nostro modello di sviluppo, dalle grandi opere inutili fino alla guerra?

Da tempo in Italia ci siamo abituati a governi in delirio di onnipotenza che inventano leggi, vincoli europei ed emergenze pur di far la loro parte nel garantire gli affari dei padroni finanziari del mondo. Ricordate quando Ronchi diceva che era l’Europa ad obbligare la messa a gara di ogni servizio pubblico, inclusa l’acqua? Tanti miei maestri del diritto hanno detto che il turbinio di eventi post-primavera italiana non poteva esser denunciato come un golpe, che Napolitano aveva solamente curato la nostra democrazia dall’anomalia berlusconiana, che anzi il Parlamento stava recuperando centralità e che finalmente lo stile era cambiato.

La fase 2 annunciata sembra adesso ridurre ad anomalia italiana il senso di una volontà popolare espressa con tanta fatica e lavoro politico-giuridico nei modi e nelle forme della democrazia diretta di cui all’art. 75. Forse mi spiegheranno che neppure ora si può gridare al golpe perché il supremo Colle ed il nuovo stile ci garantiscono… È molto pericoloso far esprimere il popolo e poi infischiarsene, con piccoli artifici formali da azzaccagarbugli di provincia e con gran dispendio di monopolio mediatico e culturale. Il popolo non è addormentato e non è disposto a farsi dire che, dopo il berlusconismo e la mobilitazione a difesa dei beni comuni, anche la democrazia non era che un’anomalia italiana.

Il Manifesto 11 Gennaio 2012