Raccolta firme per la nazionalizzazione dell’ILVA

May 30, 2013 by  
Filed under in primo piano, lavoro

Comments Off on Raccolta firme per la nazionalizzazione dell’ILVA

La raccolta firme al momento è solo all’interno dell’Ilva, ma sarebbe necessario renderla nazionale. Chiediamo a RC di farsene carico.

Postato su FB da Paolo Ferrero
Gli operai della Cellula di Rifondazione Comunista dell’ILVA di Taranto, con la federazione tarantina di Rifondazione Comunista, lanciano una raccolta di firme che chiede la nazionalizzazione dell’azienda, il risanamento dello stabilimento di Taranto, la difesa dei livelli occupazionali, il controllo da parte dei lavoratori e della società civile sul processo di riqualificazione degli impianti e di bonifica del territorio e il potenziamento dei presidi sanitari locali. Il PRC ritiene che finalmente debbano essere le persone che giorno per giorno vivono un’insostenibile condizione di incertezza in merito al loro futuro ad esprimere un’opinione su quello che accadrà al più grande sito produttivo del paese. A questo scopo da domani inizierà una raccolta firme dentro il siderurgico jonico. L’obbiettivo è porre il governo di fronte alle sue responsabilità, sollecitandone l’intervento nell’unica direzione che porterebbe alla soluzione definitiva del “caso ILVA”, nonché la sola in grado di superare l’artificioso dilemma Ambiente/Lavoro.”

IL TESTO DELLA PETIZIONE:

Noi sottoscritti lavoratrici e lavoratori, chiediamo al governo di provvedere rapidamente alla nazionalizzazione dell’ILVA, al fine di realizzare senza ulteriori indugi i seguenti obiettivi prioritari:

– Garantire e gestire la complessa opera di bonifica e la riconversione ambientale delle produzioni, mantenendo la produzione di acciaio in Italia e nei siti produttivi esistenti.
– Utilizzare per queste opere gli enormi profitti realizzati dalla famiglia Riva, sottratti negli anni agli investimenti per abbattere l’impatto ambientale.
– Garantire l’occupazione e il salario di tutti gli addetti – diretti ed indiretti –che oggi lavorano negli stabilimenti ILVA, senza che i lavori di bonifica e riconversione produttiva pesino sulle lavoratrici e i lavoratori.
– Sottoporre la gestione pubblica delle bonifiche, delle riconversioni e della produzione al controllo delle lavoratrici e dei lavoratori, dei Comitati e delle associazioni ambientaliste, per garantire la massima trasparenza della gestione pubblica e il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.
– Istituire all’interno dello stabilimento siderurgico un presidio sanitario gestito da Asl e Arpa, che faccia controlli più approfonditi ai lavoratori, che funzioni da vero cardine per la prevenzione e tutela della salute.

Il porto, il lavoro e i suoi lavoratori

May 10, 2013 by  
Filed under in primo piano, lavoro

Comments Off on Il porto, il lavoro e i suoi lavoratori

Il porto, il lavoro e i suoi lavoratori

A Genova è difficile trovare una famiglia che non abbia al suo interno un lavoratore portuale; come potrebbe essere differente dato che la città nasce dal suo Porto? Genova, porta sul mediterraneo, lo avevano già capito i Romani che volevano a tutti i costi espugnare la città marinara, ma dovettero poi cedere alla durezza e anche rozzezza della popolazione autoctona.

Ieri il Porto si è fermato, lo abbiamo visto in piazza Matteotti, lo abbiamo sentito, per fortuna riuscendo a far parlare i lavoratori dal microfono non senza difficoltà, mettendo a dura prova gli animi già abbastanza sofferenti, ma dignitosamente coerenti. Ecco, la riprova dell’assenza della città tutta, quella che giornalmente calca il selciato di Piazza De Ferrari e giornalmente spende per mangiare, era tangibile. Diciamoci la verità, la città, le persone, i negozianti, gli studenti non c’erano. Ecco che ritorna allora, ancora più tangibile la distanza tra istituzioni e abitanti; tra istituzioni e vita quotidiana.

Non sono mai stato un seguace degli autonomi, o di chi si sente, rubando una frase al nostro De Andrè, “Come Gesù nel tempio” ma ieri chi era presente al lutto cittadino in Piazza Matteotti ha sentito e visto una realtà che vive di Porto, che vive nel Porto e che sono il “Collettivo Autonomo Portuali”. Compagni, lavoratori che tutti i santi giorni calcano le banchine del Porto e cercano di attuare ciò che si è perso negli anni e cioè mutualità e socializzazione del lavoro e soprattutto della lotta. Ieri mattina le Istituzioni hanno sbagliato, hanno sbagliato a non voler dare la parola a chi in Porto lavora; hanno sbagliato anche quelli che contestavano il Parroco cappellano che è intervenuto in Piazza a commemorare i morti sul lavoro, ma l’errore più grosso è stato commesso dalle istituzioni che in momenti così gravi hanno il dovere di ascoltare e mettersi a disposizione dei lavoratori e di chi il Porto lo vive tutti i giorni sulla propria pelle.

Il Collettivo ha letto un documento condivisibile, direi un documento di chiarezza non emendabile e soprattutto di onestà lavorativa e umana. Le banchine del Porto di Genova sono ormai privatizzate per buona parte dell’estensione e mancano spesso di reale tutela della sicurezza. Girando per il Porto vedrete “Rizzare” cioè legare insieme i contenitori, lanciando i piedini da un contenitore all’altro con il forte rischio di prendersi, nella migliore delle ipotesi, un kilo e mezzo di ferro sulla testa. Tralasciando naturalmente tutti i lavori in stiva, a bordo e anche sulla banchina.

Quando si parla di lavori specializzati facciamo parlare chi realmente se ne occupa, lasciamo indietro per un momento l’istituzione in quanto tale e mettiamo a disposizione della politica lo strumento cardine per il processo della democratizzazione del lavoro e cioè il Lavoratore. Riprendiamoci lo strumento della discussione e imponiamolo a chi ha le verità in tasca, riportiamo il lavoro dignitoso e sicuro nella discussione di oggi per il domani e cerchiamo dove possibile di tenere uniti i lavoratori e la città.

Ieri si sono visti tanti lavoratori, tanti portuali e pochissimi studenti e praticamente assente la città: mettiamoci al lavoro per ricostruire un tessuto connettivo tra tutti questi soggetti che formano le basi sulle quali ricostruire la nuova mutualità per il lavoro e per i diritti.

Gian Luca Lombardi
Membro del Comitato Politico Nazionale PRC

tragedia porto genova

May 10, 2013 by  
Filed under comunicati stampa locali, lavoro

Comments Off on tragedia porto genova

COMUNICATO STAMPA

Una tragedia immensa che falcia vite di lavoratori. Nuovamente il Porto di Genova è vittima e allo stesso tempo complice di altri morti sul lavoro. Non possiamo restare fermi, tantomeno possiamo sperare che l’attuale Governo decida riforme adeguate al mondo del lavoro portuale o altro.

Anziché portare avanti una costante politica di privatizzazione delle banchine, oggi è necessario curarsi che il Porto funzioni bene e soprattutto occuparsi della città che lo  ospita in questo abbraccio materno.

Essere Comunisti

Area Politica di Rifondazione Comunista

Tragedia di Genova “Dolore e sgomento per la morte dei sette lavoratori del porto. Si faccia subito piena luce sull’accaduto”

Comments Off on Tragedia di Genova “Dolore e sgomento per la morte dei sette lavoratori del porto. Si faccia subito piena luce sull’accaduto”

La federazione Prc del Tigullio/Golfo Paradiso  esprime il più profondo dolore e sgomento per l’incredibile tragedia di ieri notte accaduta nel porto di Genova al molo Giano.

Si parla per ora di sette morti, tra cui uno di Rapallo. Sette persone, sette lavoratori che hanno perso la vita in un incidente assurdo, un’ennesima strage nel mondo del lavoro.

In queste ore di grande lutto per la città di Genova e non solo, esprimiamo la più profonda vicinanza alle famiglie delle vittime, auspicando che venga fatta al più presto piena luce su una vicenda ancora troppo oscura, che coinvolge per l’ennesima volta una nave Jolly della compagnia Messina, già nota per numerosi altri tristi casi del passato.

Quello che sappiamo per certo è che troppo spesso la sicurezza dei lavoratori, in ogni settore lavorativo, è lasciata per ultima in ordine di priorità.

Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso e renda a tutti la verità più assoluta, augurandoci che uno scempio simile non debba mai più accadere in nessun porto d’Italia.

Rifondazione Comunista, federazione del Tigullio / Golfo Paradiso

Reddito minimo, consegnata proposta di legge popolare. Il comitato incontra Laura Boldrini. Prc: Il Parlamento lo approvi subito!

April 16, 2013 by  
Filed under dall'Italia, economia, lavoro, politica

Comments Off on Reddito minimo, consegnata proposta di legge popolare. Il comitato incontra Laura Boldrini. Prc: Il Parlamento lo approvi subito!

Reddito minimo, consegnata proposta di legge popolare. Il comitato incontra Laura Boldrini. Prc: Il Parlamento lo approvi subito!

Questa mattina, il comitato promotore “Reddito minimo per tutte e tutti” ha consegnato alla Presidenza della Camera dei Deupati le 50.000 firme necessarie per validare la proposta di legge popolare per isitutire anche in Italia il reddito minimo garantito di 670 euro al mese per disoccupati, inoccupati e precariamente occupati con reddito inferiore a 8000 euro annui.

Alla grande campagna di raccolta firme hanno partecipato 170 tra associazioni, sindacati e partiti. Una delegazione di promotori, composta da Antonio Ferraro (Prc), Eleonora Forenza (Forum Donne), Sandro Gobetti e Luca Santini (Bin Italia), Marco Furfaro (Sel), Mapi Pizzolante (Tilt), Valentina Greco (PrecariaMente), ha incontrato la presidente della Camera, Laura Boldrini, chiedendo l’avvio immediato di un iter parlamentare per l’approvazione della legge. La Boldrini ha mostrato tutta la sua sensibilità verso il tema e la sua disponibilità a sostenere l’iniziativa sia formalmente che informalmente. La proposta del reddito minimo garantito è stata “una di quelle che ho portato avanti con più convinzione durante la campagna elettorale. Il vostro sforzo va nella direzione di trovare una soluzione per chi è disperato”. Ha affermato la presidente della Camera, che ha aggiunto: “Capisco e condivido il senso di questa iniziativa”.

Stanchi di aspettare! #Approvatela!

Comments Off on Stanchi di aspettare! #Approvatela!

Stanchi di aspettare! #Approvatela!

Il 15 aprile 2013 consegneremo al Parlamento le oltre 50mila firme raccolte per un REDDITO MINIMO GARANTITO

La campagna per un Reddito minimo Garantito, iniziata a giugno 2012 ha raccolto oltre 50mila firme in tutta Italia, ma dal dicembre 2012 questo Paese non ha ancora un governo politico a cui riferire una istanza come questa.

Ora non possiamo più aspettare!

Non possiamo aspettare i dieci saggi, l’elezione di un nuovo Capo dello Stato, un eventuale altro scioglimento delle camere, altre consultazioni, forse altre elezioni e poi chissà cosa altro ancora!

Dunque siamo stanchi di aspettare e per il rispetto dovuto agli oltre 50mila cittadini e cittadine che hanno firmato, alle 170 associazioni che hanno partecipato, ai milioni di precari e disoccupati che non hanno la garanzia di un reddito minimo, abbiamo deciso che una delegazione rappresentativa della pluralità dei promotori della proposta di legge di iniziativa popolare consegnerà le 50mila firme per l’istituzione del reddito minimo garantito.

Chiediamo sin da ora che la Presidenza della Camera si faccia carico dell’avvio di un procedimento urgente affinché la proposta di legge sia presa al più presto in considerazione, eventualmente indicando da subito una commissione di lavoro ad hoc che studi e approvi questa proposta, aprendo la strada anche a una nuova prassi per cui le proposte di iniziativa popolare non siano mai più dimenticate ma invece discusse e valorizzate.

Chiediamo inoltre ai parlamentari di accogliere ed incontrare la delegazione che porterà le 50mila firme il 15 aprile 2013 a Roma dalle ore 11.00 sotto Montecitorio. Per tutte le eventuali informazioni in merito alla proposta di legge e alla campagna www.redditogarantito.it

La delegazione che presenterà le firme sarà cosi composta:

Tilt – Maria Pia Pizzolante
Comitato per il reddito Liguria – Pier Giorgio Grossi
Precariamente – Valentina Greco
BIN Italia – Luca Santini
European Alternatives – Alessandro Valera
Quinto Stato – Giuseppe Allegri
CILAP EAPN – Nicoletta Teodosi
Diversamente Occupate – Teresa Di Martino
Progetto Diritti – Arturo Salerni
Associazione Ulisse Andria – Vito Ballarino
San Precario Milano
Lucania World – Michele Tricarico
Antigone
Comitato per il reddito Trieste – Julia Filingeri
daSud – Cinzia Paolillo
Leoncavallo – Alessandro Rozza
Libertà e partecipazione Prato – Diego Blasi
Associazione Atdal Over 40 – Stefano Giusti
Comitato Reddito minimo garantito Basilicata – Nicola Magnella
Comitato reddito garantito Napoli Nord – Peppe Vibrato
Direttivo Fp Cgil Belluno – Alberto Domenichini
Sindaco di Rieti – Simone Petrangeli
Sindaco di Cagliari – Massimo Zedda
Consigliere regionale Abruzzo – Maurizio Acerbo
Forum Donne Rifondazione Comunista – Eleonora Forenza
Sinistra Ecologia Libertà – Marco Furfaro
Giovani Comunisti – Anna Belligero
Rifondazione Comunista – Antonio Ferraro

ILVA – FERRERO (PRC –FDS): «INACCETTABILE NUOVA MORTE DI UN OPERAIO DI 29 ANNI ALLO STABILIMENTO DI TARANTO»

October 30, 2012 by  
Filed under comunicati stampa nazionale, lavoro

Comments Off on ILVA – FERRERO (PRC –FDS): «INACCETTABILE NUOVA MORTE DI UN OPERAIO DI 29 ANNI ALLO STABILIMENTO DI TARANTO»

COMUNICATO STAMPA

 

ILVA – FERRERO (PRC –FDS): «INACCETTABILE NUOVA MORTE DI UN OPERAIO DI 29 ANNI ALLO STABILIMENTO DI TARANTO»

 

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista-FdS, dichiara:

 

«Stamattina un lavoratore di 29 anni è morto sul lavoro allo stabilimento ILVA di Taranto. È l’ennesima giovanissima vittima di un sistema produttivo che considera il lavoro un costo e gli operai carne da macello. Nell’esprimere le condoglianze alla famiglia, voglio denunciare una volta di più un sistema produttivo che oramai è basato sul ricatto e sulla paura, sistema aggravato pesantemente dalle leggi del governo che danno mano libera completa ai padroni nello sfruttamento dei lavoratori. La famiglia Riva, invece di cercare il modo per mettere in cassaforte i profitti degli anni scorsi, spenda quello che deve per ristrutturare lo stabilimento e renderlo sicuro per i lavoratori e per i cittadini. Anche per questo raccogliamo le firme per abolire l’articolo 8 e ripristinare l’articolo 18».

 

 

30 ottobre 2012

CRISI – FERRERO (PRC-FDS): “PER DIFENDERE I PIù DEBOLI, NOI CHIEDIAMO REDDITO MINIMO GARANTITO”. PARTE OGGI LA SETTIMANA PER IL REDDITO MINIMO GARANTITO, DAL 15 AL 21 OTTOBRE INIZIATIVE IN TUTTA ITALIA

October 16, 2012 by  
Filed under comunicati stampa nazionale, lavoro, nazionali

Comments Off on CRISI – FERRERO (PRC-FDS): “PER DIFENDERE I PIù DEBOLI, NOI CHIEDIAMO REDDITO MINIMO GARANTITO”. PARTE OGGI LA SETTIMANA PER IL REDDITO MINIMO GARANTITO, DAL 15 AL 21 OTTOBRE INIZIATIVE IN TUTTA ITALIA

COMUNICATO STAMPA

CRISI – FERRERO (PRC-FDS): “PER DIFENDERE I PIù DEBOLI, NOI CHIEDIAMO REDDITO MINIMO GARANTITO”.
PARTE OGGI LA SETTIMANA PER IL REDDITO MINIMO GARANTITO, DAL 15 AL 21 OTTOBRE INIZIATIVE IN TUTTA ITALIA

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista-FdS, dichiara:

“La legge di stabilità è una stangata contro le fasce più deboli della popolazione che colpisce soprattutto poveri, anziani, persone con disabilità e le loro famiglie. Noi riteniamo necessario invertire la rotta e per questo sosteniamo la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per il reddito minimo garantito: 600 euro al mese per tutte le persone (inoccupati, disoccupati, precari) che non superino gli 8000 euro annui, da finanziarsi con una tassa patrimoniale su chi ha più di 800.000 euro di ricchezza. Proprio oggi parte la settimana per il reddito minimo garantito, con iniziative in tutta Italia, fino al 21 ottobre: invitiamo tutte e tutti a mobilitarsi e aderire”.

Info sulla settimana per il reddito minimo: www.redditogarantito.it

15 ottobre 2012

Referendum sul lavoro – secolo XIX

Comments Off on Referendum sul lavoro – secolo XIX

L’inferno dell’ILVA di Taranto

October 4, 2012 by  
Filed under ambiente, dall'Italia, lavoro, società

Comments Off on L’inferno dell’ILVA di Taranto

L’inferno dell’ILVA di Taranto

Mio figlio vive a Bari ma insegna diritto del lavoro all’Università di Taranto. La finestra dell’aula dove fa lezione ha come orizzonte l’Ilva. Il primo giorno di lezione si sentiva una forte puzza di ‘gas’: chiese al bidello se si fosse rotto qualche tubo del riscaldamento. La risposta fu: è sempre così.

Due giorni fa mi ha fatto fare un giro intorno all’Ilva e ai margini del quartiere Tamburi, dove abitano prevalentemente le famiglie degli operai. Ho visto i ferri delle transenne e tutto ciò che è di metallo di colore rosso; nonostante le piogge e le nevicate di quest’inverno la polvere rossa non è venuta via perché è attaccata.

Mio figlio mi dice che di sera quando esce dai consigli di facoltà vede l’Ilva tutta illuminata, enorme, con fumi rossi, arancione e blu: l’Inferno dantesco.

Sono state ammazzate migliaia di pecore perché avevano brucato erba vicino all’Ilva; c’è diossina nel latte materno; c’è diossina nei cibi dei bambini e delle bambine della scuola dell’infanzia.

In questa situazione ottocentesca (“Germinal” di Zola e “La condizione della classe operaia in Inghilterra” di Engels) c’è una situazione postmarxista e postmoderna: gli operai in maggioranza difendono il posto di lavoro e…l’azienda. Il conflitto di classe è cambiato. L’Azienda non può smettere la produzione, l’Europa ha bisogno dell’acciaio dell’Ilva, gli operai hanno bisogno di produrre l’acciaio.

Qui davvero si capisce dolorosamente il senso del biocapitalismo: il capitalismo mangia la vita, la mente, l’anima.

Ovviamente il mio sostegno va al ‘comitato di lavoratori e cittadini liberi e pensanti’, dove ci sono tante donne. Se nel nome ci fossero state anche le lavoratrici e le cittadine, sarebbe stato meglio. Ma ahimé nelle emergenze, anche nelle emergenze il simbolico maschile è quello visibile.

Ho scritto per comunicarvi la mia angoscia di ‘libera e pensante’.

Imma Barbarossa 

 

 

Next Page »