forum donne

April 25, 2013 by  
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Care compagne,

su invito della compagna Irene Ruizen di Vicenza,ho partecipato ad un incontro regionale di compagne che hanno deciso di costituire il forum regionale delle donne PRC.  Erano presenti compagne dirigenti di circolo,compagne delle segreterie,assessore,iscritte e on iscritte al partito. E’ stato un incontro molto  “vivo” e appassionato. Con una certa mia sorpresa,insieme alle critiche profonde e quasi ‘ultimative’ nei confronti del partito (e della forma partito),è venuto forte il desiderio di non ‘mollare’,di assumersi la responsabilità  di continuare il percorso di rifondazione comunista con un’ottica di genere e con passione femminista ,attenta alla crisi e alla pratica delle donne. Non ho potuto fare altro che dichiarare la mia disponibilità a sostenerle,ma non ho potuto,per serietà,esimermi dal ‘raccontare’ la scarsa attenzione dei/delle dirigenti del partito al femminismo,alla sua forma autoorganizzata nel partito,fondata – sin dall’inizio – sul dentro/fuori e sulle relazioni con gruppi  femministi.Non penso di esagerare se affermo che la partecipazione del partito alla raccolta delle firme per il reddito minimo garantito (o di cittadinanza) è avvenuta sotto la spinta della elaborazione del forum delle donne (in particolare di Eleonora Forenza). Ho proposto alle compagne venete di organizzare in Veneto la scuola di politica a settembre. Mi faranno sapere.

Un abbraccio femminista

Imma Barbarossa

LA BOLIVIA INTRODUCE IL REATO DI FEMMINICIDIO

March 13, 2013 by  
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LA BOLIVIA INTRODUCE IL REATO DI FEMMINICIDIO: 30 ANNI DI CARCERE – REATO VIENE
DEFINITO COME L’OMICIDIO DI UNA DONNA A CAUSA DELLA SUA CONDIZIONE DI
FEMMINILITÀ
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=28718#28718

EL FEM 8 MARZO 2013

March 11, 2013 by  
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EL FEM 8 MARZO 2013

CHIEDIAMO PARITA’ E AUTONOMIA L’8 MARZO E OGNI GIORNO DELL’ANNO!

Oggi, giornata internazionale delle donne 2013, le donne di tutta Europa stanno protestando contro il peggioramento delle nostre vite, causato dalla crisi capitalistica e dalla concezione patriarcale dei nostri paesi! Noi donne e femministe della Sinistra Europea siamo parte di questo movimento internazionale di donne.

NOI lottiamo contro le nostre condizioni di vita che sono dettate dai mercati finanziari e chiediamo ai nostri governi e alla UE che la speculazione con il denaro pubblico sia proibita e le tasse sulla proprietà siano aumentate. I programmi di austerità non devono più a lungo rovinare intere economie nazionali e mettere a rischio la sicurezza esistenziale di sempre più gente, specie la più vulnerabile di cui la maggioranza sono donne. Protestiamo anche contro la corruzione praticata dai politici nei loro paesi e chiediamo che siano processati. Più nettamente rifiutiamo lo smantellamento del welfare, che soprattutto colpisce le donne come lavoratrici e come dome utenti di servizi.

NOI chiediamo lavoro per tutti, donne e uomini, migranti e nativi, salari dignitosi e dignitose condizioni di lavoro. Ma la produzione economica e il lavoro non devono distruggere la natura e la vita sulla terra. Piuttosto il numero delle ore di lavoro deve essere ridotto e il valore del lavoro di cura, che è fatto dalle donne, deve essere remunerato molto di più. Non vogliamo che l’economia sia organizzata in accordo con i principi della massimizzazione dei profitti e con una crescita che non tiene conto dei bisogni umani.

NOI non pensiamo che su questo pianeta ci sia gente che dovrebbe avere più diritti degli altri. Di conseguenza chiediamo alla UE di abbandonare le politiche di restrizione di asili e migrazioni, le quali politiche rappresentano una violazione dei diritti umani, ed esprimiamo la nostra solidarietà con i movimenti dei rifugiati in tutta Europa per il diritto di residenza e il diritto di accesso al mercato del lavoro. Lottiamo per dignitose condizioni di vita per i rifugiati. L’Europa è fra i responsabili delle condizioni che in altri continenti portano alle migrazioni. Chiediamo una completa ristrutturazione delle relazioni economiche globali.

NOI lottiamo contro la violenza maschile ‘macista’ perpetrata contro le donne nella loro vita quotidiana e contro il sessismo che pervade le nostre società e il linguaggio pubblico e chiediamo l’estensione dei programmi di protezione delle donne contro questa violenza. La violenza contro le donne prende molte forme e serve a indebolirci e a controllarci. Chiediamo che siano prese misure contro il traffico delle donne e lo sfruttamento della prostituzione. Sulla grave questione dello stupro che ha assunto dimensioni preoccupanti chiediamo una legislazione appropriata e una funzione delle autorità pubbliche che metta in grado le donne di denunciare lo stupro piuttosto che vergognarsene, e chiediamo che gli stupratori vengano processati e puniti. Come lesbiche chiediamo più visibilità per le nostre lotte, rispetto in ogni sfera della vita e la fine di ogni discriminazione. L’autonomia economica è essenziale per la nostra indipendenza, perciò chiediamo salari per vivere e redditi per tutte le donne. Chiediamo che il lavoro di cura non pagato (cura dell’infanzia, lavoro domestico, cura degli anziani etc.) fatto dalle donne sia considerato come lavoro e così adottato e tenuto in considerazione nelle iniziative politiche. Lottiamo anche per una distribuzione paritaria del lavoro domestico e della cura, tra donne e uomini.

NOI lottiamo contro tutti gli attacchi ai nostri diritti di autodeterminazione e chiediamo il diritto di decidere se, quando e quanti figli vogliamo far nascere e allevare. L’offensiva contro il diritto di scelta è una delle aggressioni di ispirazione fascista e un mezzo per sottomettere le donne. Le attività di certi autoproclamatisi pro-vita, per cui le “vite” di feti e embrioni sono più importanti della nostra salute, devono cessare e le loro risorse devono essere tagliate. Noi sosteniamo l’aborto legale e sicuro a richiesta, poiché le donne non devono più morire durante o in conseguenza degli aborti illegali, né in Europa né in alcun’altra parte del mondo. Perciò e per mille altre ragioni noi lottiamo contro ogni  patriarcato religioso, poiché esso cerca di limitare la libertà delle donne.

NOI lottiamo contro le scuole confessionali di ogni religione e contro l’inserimento delle religioni nei curricula di insegnamento.

Noi sosteniamo la laicità come un valore e come uno spazio pubblico di etica laica. Chiediamo una legge di affidamento che non ci prescriva di avere contatto con i padri dei nostri figli se abbiamo motivo di rifiutare questo contatto.

NOI lottiamo contro il rigurgito delle organizzazioni fasciste e di estrema destra, particolarmente significativo in tempi di crisi, e chiediamo che le loro attività siano bandite. Esse sono un pericolo per la democrazia.
Chiediamo la smilitarizzazione su scala globale e il disarmo di tutti i governi e le bande maschili. Chiediamo che i finanziamenti militari siano eliminati e sostituiti da finanziamenti per proposte sociali, educative ed ecologiche. Vogliamo che tutte le risorse e i mezzi siano distribuiti ugualmente tra i sessi e le differenti regioni del mondo.

NOI lottiamo per un’Europa socialista e femminista con giustizia sociale e di genere.

EL FEM è la rete femminista della Sinistra Europea formata sia da donne organizzate in partiti sia da donne indipendenti. Come comuniste e socialiste siamo anche femministe, come femministe siamo anche di sinistra. Per noi la lotta per il cambiamento sociale è strettamente collegata alla lotta per i diritti delle donne e il riconoscimento delle nostre specifiche situazioni e realtà di vita in quanto donne.

“Lidia Menapace Senatrice a vita”

January 11, 2013 by  
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Care compagne,

circola in rete un appello al Presidente della Repubblica affinché nomini Lidia Menapace senatrice a vita,dopo la recente scomparsa della grande Rita Levi Montalcini.

Parecchie di voi l’hanno già sottoscritto.

Vi propongo di aderire tutte secondo le modalità che vi allega Lina Bianconi.

La storia di Lidia Menapace parla da sé: donna della Resistenza,pacifista,teorica della nonviolenza,femminista. Rappresenta la memoria,il presente,il futuro.

Ostinata e tenace nel sostenere e praticare le lotte di emancipazione e liberazione delle donne,nel proporre (e richiedere) il rigore nell’uso di un linguaggio sessuato,antimachista,antimilitarista. Ha praticato istituzioni e movimenti con estrema coerenza,in piena libertà e autonomia,avanzando proposte importanti su economia,lavoro,forme della politica.

Forse alla fine del suo mandato Giorgio Napolitano potrebbe fare qualcosa di utile.

Imma Barbarossa

 

 

Per inviare la richiesta al Presidente: https://servizi.quirinale.it/webmail/ 

scrivendo nell’oggetto “Lidia Menapace Senatrice a vita”

(testo da inviare alla Presidenza della Repubblica)


Egr. Sig. Presidente, con la presente mi unisco a coloro che Le chiedono di nominare senatrice a vita Lidia Brisca, meglio conosciuta come Lidia Menapace, al posto della compianta Rita Levi Montalcini. Rinnovando così, oggi, una richiesta che sale da un decennio da parte della società civile, e che in questi anni è già stata sottoscritta da innumerevoli donne e uomini di cultura. Lidia Menapace rappresenta infatti una fra le voci più importanti e autorevoli per tutte le persone di pace, impegnate per una politica equa e responsabile, nel rispetto dei valori propri della nostra Costituzione nata dalla Resistenza, e in particolare per il movimento delle donne. In questi tempi difficili, in cui sono sempre più intollerabili anche la violenza contro le donne e l’insufficiente rappresentanza femminile nelle istituzioni, questa scelta sarebbe un segnale forte e grandemente apprezzato.

 

La ringrazio per l’attenzione


(firma)

 


Lidia Menapace, partigiana, politica e saggista. Nata a Novara nel 1924, partecipa alla Resistenza, ai movimenti per i diritti, è pubblica amministratrice, docente universitaria. Nel 1964 prima donna eletta nel consiglio provinciale di Bolzano, e (nella stessa legislatura), anche la prima donna ad entrare nella Giunta provinciale (come assessora alla Sanità). Nel 1969 è tra i fondatori del Manifesto. Nel 1973 è tra le promotrici del Movimento Cristiani per il Socialismo. Nel 2006 eletta senatrice. E’ tra le voci più alte e significative della cultura delle donne, dei movimenti della società civile, della nonviolenza. Qui la sua scheda in Senato: http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022719.htm • qui biografie: http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=1013 • http://it.wikipedia.org/wiki/Lidia_Menapace • qui l’inizio della raccolta di firme per Lidia Menapace senatrice a vita, avviata nel 2004: http://www.namir.it/MANIFESTO/leprime.htm • Con questa iniziativa rilanciamo la proposta che in questi giorni viene da più parti, e portata sulla nostra pagina dall’amica Maria Romano, con questo post: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151338597854201&set=a.10150127137189201.285773.738334200&type=1&theater

forum donne

November 18, 2012 by  
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Care tutte,

ho partecipato all’incontro di El Fem a Budapest. Abbiamo convenuto sull’analisi della crisi e su iniziative da tenere in ogni paese contro l’austerità. Sul piano politico si è deciso di ripartire dal manifesto di Atene del 2005 (che vi ho inviato da me tradotto, spero decentemente, in italiano, con opportuni aggiornamenti ed emendamenti (di cui vi ho anche informato).

Ovviamente si partecipa tutte alle iniziative del 25 novembre ma non abbiamo stilato un documento. Nemmeno si è deciso sul libretto che avrebbe dovuto raccogliere i risultati dei seminari dell’Università estiva (care economy e basic income), ma c’è stata la proposta di un libretto con una specie di notiziario sulle iniziative che facciamo nei vari paesi. Ovviamente la cosa non mi piace. Interessante l’incontro con la comunità Rom, che ci ha parlato delle gravi discriminazioni sociali, culturali, politiche.

Si è formato un gruppo di coordinamento per preparare la prossima assemblea di gennaio a Parigi. Proverò a mandare sulla lista (a proposito iscrivetevi) di El Fem qualche considerazione e una proposta per l’università estiva del prossimo anno:

 

Molto bello è stato l’incontro femminista organizzato da “donne nella crisi” a Firenze nell’ambito di Firenze 10+10, molto partecipato: c’erano molte compagne da tutta Europa. C’è una lista da cui dovrebbe partire una rete, che considero molto interessante. Vi invito a iscrivervi. La proposta, che è stata anche portata all’assemblea generale di domenica, è quella di un otto marzo contro l’austerità, e, io direi, anche contro il debito.

 

Saluti femministi

Imma Barbarossa

 

P.S. mettete in rete quello che state facendo nelle vostre realtà e le vostre opinioni su tutto.

Molto bella la frase di una compagna francese a Firenze: “la pazienza delle donne fa il potere degli uomini”. Facciamola nostra e basta con la pazienza!

 

 

Le promotrici dell’appello che viene diffuso nel quadro del Forum Sociale Europeo FIRENZE 10+10,  “Il 9 novembre a Firenze per un femminismo di movimento e di lotta”, non hanno nascosto la loro speranza che l’incontro con reti e organizzazioni europee fornisca qualche suggerimento utile a una politica di donne che, anche in Italia, desiderino opporsi alle misure di estorsione e salasso legate alla crisi del debito.

 

Non esiste per il momento altra strada che quella divenuta ormai tradizionale e non più nuova del “fare rete” cioè di un progetto che veda lavorare insieme donne di diverse appartenenze (o di nessuna) su scadenze e propositi condivisi. Durante il workshop cominceremo a confrontarci sulle tappe e le condizioni che possono condurre alla costruzione di una rete e a renderla efficace con la pratica del convergere invece che del sommare.

 

Dopo Firenze verrà creata una nuova mailing list a cui sono invitate a partecipare tutte coloro che condividano prima di tutto       le modalità della convivenza.

Vogliamo metterci insieme non per litigare, dare lezioni alle altre, tentare di imporre i diversi impianti ideologici ma per cercare obiettivi e pratiche comuni capaci di coinvolgere altre donne nell’opposizione alle politiche di austerità.

Vogliamo metterci insieme per agire, avendo già pensato, discusso, scritto e teorizzato per anni ciascuna nell’ambito delle  proprie relazioni intellettuali privilegiate. E ovviamente continuando a farlo in quegli ambiti e nella stessa nuova rete, dove però ci adopereremo per finalizzare all’azione  il pensiero.

Vogliamo metterci insieme per andare anche oltre il cerchio intelligente del femminismo e parlare con altre donne, con tutte le donne che saremo capaci di raggiungere  attraverso pratiche vecchie e nuove, tradizionali e sperimentali, creative e prese in prestito.

Vogliamo metterci insieme per articolare, ampliare, precisare i propositi espressi nell’appello nella certezza che sopravvivere sarà nel prossimo futuro sempre più difficile, se si continua a resistere in ordine sparso o se ci sfugge la gravità del contesto in cui siamo finite.

 

 

                DESIDERO ADERIRE AL PERCORSO PER LA COSTRUZIONE

                           DI UNA RETE DI DONNE CONTRO LA CRISI

 

nome e cognome

 

 

 

 

indirizzo e-mail

 

 

 

numeri di telefono (facoltativi)