presidio per il giorno della Nakba

May 10, 2013 by  
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La guerra in Siria, alcune considerazioni

May 8, 2013 by  
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La guerra in Siria, alcune considerazioni

di Claudio Grassi

8 maggio, 2013

Negli ultimi tempi si stanno moltiplicando le riflessioni “a commento” di ciò che accade in Siria: certamente un segno della drammaticità della situazione sul campo e, prima ancora, della difficoltà degli osservatori di decifrare ciò che accade nel nostro Vicino Oriente.

Una realtà che peraltro, proprio nel corso delle ultime settimane, si è venuta incancrenendo, al punto da indurre perfino qualcuno a dubitare della reale volontà di perseguire una soluzione politica del conflitto e preferire piuttosto, per ragioni di geopolitica e di interesse, alternativamente la conservazione dello status quo con un Assad ridimensionato ovvero una prosecuzione della guerra, dall’interno e dall’esterno, con l’obiettivo di disgregare l’unità nazionale del Paese e modellare una “nuova Siria” sulla base di aree di interesse o di egemonia, lungo i confini delle divisioni etniche e confessionali (http://t.co/b6DhU42xF8).

Un disegno che potrebbe preludere a una vera e propria “libanizzazione” o, peggio ancora, “balcanizzazione” della Siria, con ripercussioni potenzialmente catastrofiche sull’interno scenario medio-orientale ed al quale non sarebbero estranei i principali protagonisti esterni di questa contesa, gli Stati Uniti, che mirano a ri-disegnare la cartina del Medio e del Vicino Oriente in funzione delle rotte degli approvvigionamenti e della garanzia dello Stato di Israele, e della Federazione Russa, che conserva proprio in Assad uno dei propri alleati – chiave nella regione e mantiene nel Paese, in particolare a Tartus, una base militare e navale di primaria, per i suoi interessi, importanza strategica (www.livejournal.it/rischio-balcanizzazione-siria-2qid).

 

Il deterioramento più recente di questo “big game” è segnato da alcuni fatti, passati, come quasi sempre ciò che è legato alla vicenda siriana nelle sue più significative implicazioni, sotto silenzio dalla stampa italiana, eppure di primaria importanza, perché segnano dei veri e propri momenti-chiave e potrebbero rappresentare altrettanti “punti di svolta” nella precipitazione dello scenario siriano: da un lato, Carla Del Ponte, membro della Commissione d’Inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria, dichiara, in maniera del tutto sorprendente, che le famigerate armi chimiche – nella fattispecie il gas sarin – sono state usate dai gruppi armati anti-governativi e, in particolare dalle frange, violente e terroriste, dell’opposizione militare ad Assad; dall’altro, Israele, prendendo a pretesto il rischio di un possibile traffico trans-frontaliero di armi tra Siria e Libano, diretto ad Hezbollah, addirittura scatena raid aerei contro la Siria, ufficialmente diretti contro depositi di armi, in pratica  un atto di guerra, dalle conseguenze imprevedibili (http://t.co/nN5Om9SSQB).

Potrebbero bastare questi pochi elementi a caratterizzare il profilo del corso politico-militare attuale ed il connotato prevalente di quella complessa vicenda che è la guerra in Siria: una guerra, pertanto, a tutti gli effetti, “civile” e “per procura”, in cui, sulle manifestazioni e le rivendicazioni, originariamente legittime, contro la burocrazia e per la libertà della popolazione siriana della primavera del 2011, si sono venute poi innestando ragioni ed interessi del tutto esterni alla Siria, ragioni di potere e di strategia, nuovi terreni di sperimentazione del terrorismo internazionale e nuovi presidi locali del traffico internazionale di armi, in cui, sulla pelle dei siriani e delle siriane, si vengono a incrociare il lascito delle “primavere arabe” e gli interessi di nuove potenze locali, con ambizioni regionali, in primo luogo la Turchia e il Qatar, che non a caso inter-vengono al di là dei confini, militarizzano le frontiere e consentono il traffico di armi, impedendo ogni possibile soluzione diplomatica improntata al dialogo e alla riconciliazione (http://t.co/koGG0V88).

Mai come in questo frangente, riconciliazione è davvero il contrario di militarizzazione: alla militarizzazione e alla recrudescenza del conflitto, portate dallo scontro tra il governo e le milizie e dall’interferenza neo-imperialista degli alleati euro-atlantici e petro-monarchici, si contrappone lo sforzo per il dialogo e la riconciliazione portato avanti, questa volta, non solo da chi da anni, ormai, lavora, villaggio per villaggio, lontano dalle luci della ribalta mediatica, per risolvere dispute e consentire riconciliazioni locali tra cittadini e tra famiglie in Siria, ma anche da chi, nel corso degli ultimi mesi, ha concorso a mettere in piedi una vera e propria delegazione di pace, nel corso di questa seconda settimana di maggio, impegnata tra Siria e Libano in visite ai campi profughi siriani e palestinesi e, in particolare, in incontri con autorità civili e religiose e con attivisti locali impegnati nei percorsi di pace e di nonviolenza, per testimoniare la solidarietà internazionale agli sforzi per la riconciliazione in Siria e l’urgenza di percorrere le strade della soluzione politica della crisi in corso, improntata peraltro a principi di legittimità e di giustizia (http://t.co/EEP8afM3xH).

L’iniziativa di Mussalaha (in arabo “Riconciliazione”) rappresenta dunque questo cimento e la rete degli attivisti e dei movimenti internazionali a proprio sostegno testimonia della vasta risonanza che tale percorso potrebbe avere, se fosse unito ad una più intensa mobilitazione sociale e ad una meno subalterna diplomazia internazionale. Purtroppo, però, l’una e l’altra sono “in stallo”: la seconda egemonizzata dalla attiva lobby filo-imperialista del club dei cosiddetti “Amici della Siria”, la prima inibita dall’incapacità del variegato mondo dell’associazionismo democratico e pacifista ad individuare il prevalente ed esprimere una sintesi tra le diverse posizioni, da quelle anti-imperialiste classiche o geo-politiciste, spesso incapaci di leggere le ragioni di fondo della mobilitazione popolare del 2011, a quelle anarco-libertarie o moltitudinarie, talvolta, più o meno inconsapevolmente, in sintonia perfino con l’insurrezione armata e le frange protestatarie più radicali e violente. L’esigenza di un confronto aperto e di un’analisi rigorosa del conflitto in Siria diventa così, è proprio il caso di dire, bisogno e compito, allo stesso tempo, per la ripresa di un movimento dinamico ed efficace contro la guerra (http://t.co/J7QpiphK).

Fiorella Mannoia per la liberazione dei Cinque

May 8, 2013 by  
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La grande artista di fama internazionale Fiorella Mannoia, vincitrice di
numerosi premi, autrice di 21 album musicali che hanno segnato la storia
della musica italiana, musicista sempre attenta alle tematiche sociali e
di solidarietà, Cavaliere dell’Ordine del Consiglio Mondiale del
Panafricanismo, si è unita alla campagna internazionale per la
liberazione dei Cinque anti terroristi cubani detenuti ingiustamente
negli Stati Uniti.
Renè Gonzalez uno dei Cinque cubani è stato liberato il 3 maggio scorso,
ma continua a ritenersi prigioniero fino a quando i suoi Cinque compagni
di lotta non verranno liberati.
Il Circolo di Roma e l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
continuano nella battaglia per la liberazione di Fernando Gonzalez,
Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Gerardo Hernandez detenuti da 15 anni
ingiustamente nelle prigioni degli Stati Uniti per aver smascherato le
azioni terroristiche organizzate dalla mafia cubano americana di Miami
in Florida.

Paraguay: dinosauri al comando

April 25, 2013 by  
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Paraguay: dinosauri al comando

 

di Marco Consolo

 

 

Il Paraguay riporta indietro le lancette della storia. La vecchia oligarchia ritorna prepotentemente al governo dopo “legittime elezioni” che cancellano il “golpe parlamentare” del giugno 2012 contro il Presidente costituzionale Fernando Lugo, che aveva tentato un timido rinnovamento. Elezioni preparate dal governo golpista, la cui regolarità è stata certificata dallo stesso Tribunale Elettorale che aveva riconosciuto i golpisti dopo appena 3 giorni dal rovesciamento dell’ex-vescovo cattolico. Lugo aveva posto fine a 60 anni di strapotere del reazionario Partido Colorado di cui 35 con Alfredo Stroessner, a capo di una delle più sanguinarie dittature militari latinoamericane, che diede rifugio tra gli altri al nazista Joseph Mengele ed al dittatore nicaraguense Alfredo Somoza. Oggi quegli stessi dinosauri sono di nuovo al comando. In un Paese in cui il clientelismo la fa da padrone e la corruzione è endemica, durante la campagna elettorale il Procuratore Generale aveva lanciato una campagna pubblica chiamata “non vendere la tua scheda”. Oltre alla sanguinosa repressione (in particolare contro il movimento contadino) la sinistra è stata esclusa dai dibattiti elettorali televisivi e radiofonici. In queste condizioni parlare di “libere elezioni” è quasi un eufemismo.
Ma andiamo con ordine.

Domenica scorsa, circa 3,5 milioni di elettori sono stati chiamati alle urne per eleggere il nuovo Presidente (2013-2018), il vice-presidente, i parlamentari nazionali e del Parlamento del Mercosur, governatori e consiglieri regionali. Nelle presidenziali, il Tribunale Supremo Elettorale con il 45,8 % ha assegnato la vittoria a Horacio Cartes, il candidato del Partido Colorado (Alleanza Nazionale Repubblicana). Cartes, 56 anni, è un ricco imprenditore del tabacco soprannominato il “Berlusconi guaranì”, dato che è proprietario di un club di calcio.
Al secondo posto con il 37%, Efrain Alegre, del Partito Liberale Radicale Autentico, protagonista del rovesciamento di Lugo insieme al Partito Colorado.
La sinistra si è presentata divisa in almeno 3 liste (Avanza Pais, Frente Guasù e Kuña Pyrenda). Se la somma aritmetica arriva a più del 10%, in realtà la divisione non ha certo favorito la tendenza alla crescita che si sarebbe potuta registrare con una lista unica. E così Avanza Paìs, ha raggiunto il 5,88 %, con una alleanza di partiti, movimenti, cittadini. Al suo interno c’era anche il Partido del Movimiento al Socialismo (P-Mas), una organizzazione composta in gran parte da giovani che aveva partecipato al governo Lugo.
Al Frente Guasù (Fronte Amplio in lingua Guaranì), è andato il 3,32 %. Nella coalizione dell’ex-Presidente Lugo ha partecipato il Partito Comunista che aveva anch’esso appoggiato l’esperienza di governo del cambiamento. Al palo è rimasta Kuña Pyrenda, la coalizione femminista socialista, con solo lo 0,16 % dei suffragi.
Grazie alla legge elettorale paraguayana (sistema D’Hont), su un totale di 45 senatori la sinistra guadagnerebbe 7 senatori, 5 del Frente Guasù (tra cui il deposto presidente Fernando Lugo) e 2 di Alianza Paìs.
La partecipazione al voto del 69 % è stata abbastanza significativa per gli standard paraguayani, più bassa nelle zone rurali dove la questione della distribuzione delle terre continua ad essere al centro dei molti conflitti sociali.

Un narco-presidente?
La candidatura del neo-Presidente Cartes nasce da un accordo oligarchico, tra una classe politica “colorada” per 60 anni al governo (e marginata negli ultimi anni) ed un imprenditore trasformato in político che cerca di aumentare i suoi margini di profitto. In assenza di un vero progetto político si è raggiunto un accordo spurio, quasi mafioso, che in alcuni momento si può negoziare con gli avversari liberali per potere mutuamente sopravvivere.
Nei giorni scorsi, oltre alle preoccupazioni espresse da un gruppo di deputati europei, nei confronti di Cartes era stata presentata una denuncia formale da parte dell’Assemblea Permanente per i Diritti Umani per “contrabbando, narcotraffico, evasione fiscale, riciclaggio di denaro ed arricchimento illecito”.
Per quanto riguarda il narcotraffico, il giornale brasiliano ‘O Globo’ riporta le informazioni della Dea (l’agenzia antidroga statunitense) e sostiene che “Horacio Cartes comanda una grande lavandería per le mafie di vari Paesi, principalmente il Brasile”.
Cartes è propietario di varie imprese, come Tabacalera del Este S.A. e Tabacos del Paraguay S.A., con interessi nel settore bancario, oltre ad essere proprietario di una squadra di calcio ed allevatore di bestiame. Proprio in una delle sue aziende agricole, nel 2000 fu sequestrato un aéreo con matricola brasiliana con diverse tonnellate di cocaina e di cannabis. Secondo “O Globo”, la Dea starebbe investigando le accuse dal 2009. Ed in base alle informazioni di un cablogramma di Wikileaks del 5 gennaio 2010, Cartes sarebbe “alla guida di un organizzazione di riciclaggio di denaro nella Triple Frontera” di Brasil, Argentina e Paraguay.
Dopo questo processo elettorale, il Paraguay sarà quasi sicuramente reintegrato nel Mercosur, da cui era stato sospeso nel Giugno 2012 dopo la destituzione dell’allora Presidente Fernando Lugo, deposto in poche ore dal Parlamento di Asunciòn per “cattivo disimpegno delle proprie funzioni”. In quell’occasione, il Vertice dei Presidenti del Mercosur celebrato nella città argentina di Mendoza, aveva inoltre deciso l’entrata del Venezuela come membro pieno nel blocco economico sud-americano, entrata bloccata dal 2006 proprio dal parlamento paraguayano.

Ringraziano la Monsanto e la Rio Tinto Alcán, sponsor ufficiali insieme a Washington dell’ultimo spettacolo elettorale,.
La prima (pochi giorni dopo il golpe) era stata “miracolosamente” favorita dal permesso di invadere il Paese con i suoi prodotti transgenici ed estendere l’impero della soia, che già ingloba Argentina, Brasile ed Uruguay. Un cambio nella legislazione negato fino al golpe.
La Rio Tinto , un gigante multinazionale dell’alluminio, stava negoziando da anni una tariffa sotto-costo per una fornitura elettrica promettendo un mega-investimento molto contestato.
Dietro le quinte, l’ambasciata statunitense che da tempo spinge per istallare nuove basi Usa in Paraguay. Già oggi, a pochi minuti di volo dalla Bolivia, c’è la base aerea Mariscal Estigarribia, modernizzata negli ultimi anni, e disegnata per ricevere migliaia di soldati e aerei di grandi dimensioni con materiale ed armamento.
Nel mentre, il Paraguay affronta la peggiore epidemia di “dengue”, una febbre emorragica che solo nel 2013 ha colpito 65.000 paraguayani e provocato la morte di almeno 45 persone. Chi scrive ha negli occhi l’orgoglio di una medica paraguayana che rivendicava la salute gratuita, ottenuta dopo anni di battaglie grazie alle misure di cambiamento sociale del governo Lugo e cancellate dai golpisti. In pochi ricordano il massacro contadino di Curuguaty, pretesto per dare il golpe e per imprigionare dirigenti rurali, tuttora detenuti in condizioni carcerarie infra-umane.

Dopo 9 mesi dal colpo di Stato, il bilancio dell’oligarchia è positivo. Ci si è sbarazzati di Lugo in base a ciò che era “previsto dalla Costituzione”, si è resistito ad un parziale isolamento internazionale per 9 mesi, si è riusciti a dividere la sinistra ed a renderla invisibile insieme ai movimento sociali, si sono realizzate elezioni riposizionando i partiti tradizionali della destra e ci si prepara ad essere accolti nuovamente nella “comunità internazionale”.
Un modelo di golpe perfetto per la controffensiva della destra nel continente.

Marco Consolo

lavoro volontario a Cuba

April 21, 2013 by  
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Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

 

Iscritta al Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale al  n.82

Codice fiscale 96233920584

Sede legale e Segreteria: via P. Borsieri, 4  20159 MILANO tel.+39. 02.680862

  amicuba@tiscali.it  www.italia-cuba.it

 

Brigata Internazionale di lavoro volontario “José Martí ” –  Dal 30 giugno al 21 luglio 2013

I S C R I Z I O N I

La quota di partecipazione è fissata in € 940,00 e comprende: volo internazionale, assicurazione, visto, tasse aeroportuali italiane e spese di segreteria. Inoltre, ogni partecipante verserà alla Direzione del Campamento di Caimito, il giorno successivo all’arrivo:

375 CUC (Pesos Cubani Convertibili: 1 euro = 1,25 CUC circa) quale contributo per  soggiorno in pensione completa dal giorno di arrivo (che precede il giorno d’inizio della brigata)  a venerdì 19 luglio,  servizi di trasporto, escursioni ed assistenza.

Ulteriori 10 CUC per 1 giorno aggiuntivo di soggiorno al campamento in quanto il volo di rientro in Italia partirà il 20/7.

IMPORTO TOTALE DA VERSARE 385 CUC.

Le iscrizioni per la partecipazione alla brigata sono aperte e si raccolgono online compilando la scheda predisposta sul sito, oppure presso tutti i circoli dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, circa 70 in tutta Italia, o presso la sede nazionale di Milano.

 

L’iscrizione va effettuata online compilando la scheda predisposta, oppure presso tutti i circoli dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba o presso la sede nazionale di Milano, ed un versamento d’ acconto di € 700,00

La partecipazione alla brigata è riservata ai nostri soci; la quota di iscrizione è di Euro 20,00.

Il versamento di acconto va effettuato entro il giorno 9 maggio p.v.

 

Le iscrizioni saranno accettate – SINO AD ESAURIMENTO POSTI – e comunque entro e non oltre il 9 maggio 2013.  Entro tale data ci deve essere inviata la scheda d’iscrizione compilata in ogni sua parte; i dati dei partecipanti saranno da noi  trasmessi a Cuba.

 

NOTA IMPORTANTE:  ABBIAMO OPZIONATO UN LIMITATO NUMERO DI POSTI IN AEREO; LE RICHIESTE CHE PERVERRANNO AD ESAURIMENTO DI QUESTI POSTI SARANNO SOGGETTE A RICONFERMA DEL COSTO DEL VOLO, CHE DOVREMO RICHIEDERE DI VOLTA IN VOLTA.

 

Alla fine del mese di maggio il gruppo verrà chiuso.

Il saldo di €  240,00 dovrà essere versato entro il giorno 03 giugno 2013  mediante

– vaglia postale a noi intestato, spedito all’indirizzo di Via Borsieri 4 – 20159 Milano

– bonifico bancario sul  c/c a noi intestato, presso Banca Etica  Milano –

IBAN IT59P0501801600000000109613

c/c postale 37185592 a noi intestato

Attenzione:  preghiamo di  inviarci copia della ricevuta di pagamento al fax : 02-68.30.37

 

Operativo voli da Milano:  (gli orari dovranno essere riconfermati !!)

30/6  Milano Malpensa volo Blue Panorama decollo ore 15.25 – arrivo a La Habana ore 20.30 locali

20/7 La Habana volo Blue Panorama decollo ore 16.05 – arrivo a Milano ore 10.15 del 21/7

 

Avvertenze: Ad iscrizione avvenuta entra in vigore il regolamento sui viaggi previsto dalle compagnie aeree (per rinunce, annullamenti, ecc) al quale siamo soggetti.

In caso di rinuncia, verranno applicate le seguenti penali:

Sino al 20 maggio 2010                      – penale di € 100,00

Dal       21 maggio al 3 giugno            – penale di € 700,00

Dal         4 giugno al 27 giugno           – penale di € 800,00

Disdette dal 28 giugno al momento della partenza – nessun rimborso

 

Documenti:  Il passaporto deve essere valido ancora 6 mesi dopo la data di rientro da Cuba. Portare a Cuba

n.2 foto formato tessera per rilascio documento da utilizzare durante il soggiorno.

 

Tassa imbarco uscita da Cuba In aeroporto a La Habana, prima dell’imbarco per il volo di rientro in Italia, ogni persona dovrà pagare una tassa di CUC 25,00 (circa 20 Euro)

 

Riunioni partecipanti: Come di consueto,  è prevista una riunione informativa dei partecipanti, con la presenza del capo brigata (la riunione si terrà nella giornata di sabato o domenica, presumibilmente nel mese di giugno). Daremo in seguito indicazioni ai partecipanti sulla data esatta e sul luogo dell’incontro.

 

42° CONTINGENTE BRIGATA EUROPEA “JOSÉ MARTÍ ” Proposta di programma dal  1° al  19 Luglio 2013

 

 

 

 

 

Venerdì 28, Sabato 29 e Domenica 30 Giugno

 

Arrivo delle delegazioni. Trasferimento e accomodamento al CIJAM.

 

Lunedì 1 Luglio

 

08:00 h          Sveglia e colazione

10:00 h          Offerta floreale al “Monumento a Julio A. Mella”

10:30 h          Attività ufficiale di Benvenuto.

Riunione generale d’informazione

12:00 h          Pranzo

15:00 h          Conferenza “La Solidarietà con Cuba in Europa. Le sue proiezioni”.

Holmedo Pérez

19:00 h          Cena

20:30 h          Attività culturali di benvenuto

 

Martedì 2 Luglio

 

05:45 h          Sveglia e colazione

06:45 h          Incontro mattutino

07:00 h          Partenza per i lavori produttivi

11:00 h          Ritorno al Campamento

12:00 h          Pranzo

15:00 h          Conferenza “Politica estera della Revolución cubana. Relazioni Cuba- USA”

19:00 h          Cena

20.00 h          1° Comitato di coordinamento dei Capi-deleg azione

21:00 h          Lezioni di ballo e di lingua spagnola

 

Mercoledì 3 Luglio

 

05:45 h          Sveglia e colazione

06:45 h          Incontro mattutino

07:00 h          Partenza per i lavori produttivi

11:00 h          Ritorno al Campamento

12:00 h          Pranzo

13:30 h          Uscita per La Habana

14:30 h         Offerta  floreale  al  “Monumento  a  José  Martí”  in  Plaza  de  la Revolución. Visita al Memorial. Conferenza “Introduzione a José Martí”. Carlos Rodríguez Almaguer

16:30-18:30  Tempo libero nel centro storico della città

18.30 h         Partenza dal parcheggio della Catedral per la Casa de la Amistad ubicata in Ave. Paseo entre 17 y 19, Vedado

 

 

19:30 h          Cena e attività culturale alla Casa de la Amistad

22:30 h           Ritorno al CIJAM dalla Casa de la Amistad

 

Giovedì 4 Luglio

 

05:45 h          Sveglia e colazione

06:45 h          Incontro mattutino

07:00 h          Uscita per i lavori produttivi

11:00 h          Ritorno al Campamento

12:00 h          Pranzo

14:30 h          Incontri in gruppi con rappresentanti di UJC, FEU, CTC e FMC

17:30 h          Attività ricreative e sportive

19:00 h          Cena

20:30 h          Lezioni di ballo e di lingua spagnola

 

Venerdì 5 Luglio

 

05:45 h          Sveglia e colazione

06:45 h          Incontro mattutino

07:00 h          Uscita per i lavori produttivi

11:00 h          Ritorno al Campamento

12:00 h          Pranzo

15:00 h          Conferenza “Attualizzazione del modello economico cubano”

19:00 h          Cena

20:30 h          Attività culturale folkloristica (Ritmi afrocubani)

 

Sabato 6 Luglio

 

08:00 h          Sveglia e colazione

09:30 h          Maratona dell’Amicizia. Incontro con sportivi cubani e confronto sullo sport a Cuba

12:00 h          Pranzo

13:30 h           Partenza per La Habana

14:30 h          Presentazione di Bebe Compañía alla Casa de la Amistad

16:30 h          Ritorno al CIJAM

17:30 h          2° Comitato di coordinamento dei Capi-dele gazione

19:00 h          Cena

20:30 h          Serata   Cubana   (rappresentazione  di   ritmi   contadini   tradizionali cubani)

 

Domenica 7 Luglio

 

07:00 h          Sveglia e colazione

08:00 h          Partenza per Playas del Este

12:30 h          Pranzo sul posto

16:30 h          Ritorno al CIJAM

19:00 h          Cena

Serata libera

 

 

Lunedì 8 Luglio

 

05:45 h          Sveglia e colazione

06:45 h          Incontro mattutino

07:00 h          Uscita per i lavori produttivi

11:00 h          Ritorno al Campamento

12:00 h          Pranzo

14:00 h          Conferenza-laboratorio “Democrazia e diritti umani a Cuba”

19:00 h          Cena

20:30 h          Falò dell’Amicizia

 

Martedì 9 Luglio

 

05:45 h          Sveglia e colazione

06:45 h          Incontro mattutino

07:00 h          Uscita per i lavori produttivi. Giornata finale di lavoro

11:00 h          Ritorno al Campamento

12:00 h          Pranzo

14:00 h          Partenza per La Habana. Visita per gruppi a progetti di ANCI, ANSOC

e ACLIFIM. A conclusione visita libera della città

16:30 h          Tempo libero in città

22:30 h          Ritorno al CIJAM dalla Casa de la Amistad

 

 

 

Mercoledì 10 Luglio

 

08:30 h          Sveglia e colazione

10:00 h          Riunione di valutazione parziale per delegazioni. Informazione sulla visita in provincia

12:00 h          Pranzo

13:30 h          Partenza per la provincia di Matanzas

16:00 h          Ricevimento   da    parte    delle   autorità    della   Provincia    e    della

Delegazione dell’ICAP. Check in. Pomeriggio libero e spiaggia

19:00 h          Cena in hotel

21:00 h          Serata libera. Attività in hotel

 

Giovedì 11 Luglio (Matanzas)

 

07:00 h          Colazione

09:00 h          Offerta floreale davanti al “Monumento a José Martí” nel Parque de la

Libertad di Matanzas

09:30 h          Visita guidata al Museo Castillo San Severino o Ruta del

Esclavo. Monumento Nacional.

12:30 h          Pranzo in Hotel

14:30 h          Visita alla Clinica di Neurosviluppo del Comune di Cárdenas

19:00 h          Cena in hotel

20:00 h          Serata libera. Attività in hotel

 

 

Venerdì 12 Luglio (Matanzas)

 

07:00 h          Colazione

08:30 h          Partenza per Cárdenas

09:30 h          Visita al Museo a la Batalla de Ideas

11:00 h          Giro panoramico per la penisola per apprezzare lo sviluppo turistico

13:00 h          Pranzo in hotel. Pomriggio libero. Spiaggia

19:00 h          Cena

20:30 h          Scambio con CDR e FMC della comunità

 

Sabato 13    Luglio (Matanzas)

 

07:00 h          Colazione

08:30 h           Partenza per Santa Clara. Visita a gruppi:

–     Treno Blindato

–     Mausoleo del Che

19:00 h          Cena in hotel

21:00 h          Attività di saluto in hotel

 

Domenica 14 Luglio

 

07:00 h          Colazione. Mattinata libera. Spiaggia

12:00 h          Pranzo in hotel e check out

14:00 h          Ritorno al CIJAM

19:00 h          Cena. Serata libera

 

Lunedì 15 Luglio

 

07:00 h          Colazione.   Mattinata    libera   per   organizzare    l’esposizione  e    il laboratorio di Solidarietà con i Cinque Eroi

12:00 h          Pranzo

15:00 h          Laboratorio di Solidarietà con i Cinque Eroi con la participazione di

Graciela Ramírez e membri del Comité Internacional

19:00 h          Cena

21:00 h          Documentario cubano

 

Martedì 16 Luglio

 

07:30 h          Sveglia

08:00-9:00 h Colazione

10:30 h          Incontro con famigliari dei Cinque Eroi

12:00 h          Pranzo. Pomeriggio libero per preparare la Serata culturale europea

19:00 h          Cena

21:00 h          Serata culturale europea

 

Mercoledì 17 Luglio

 

07:00 h          Sveglia e colazione

 

 

09:00 h          Partenza per il Mausoleo ai0 Martiri di Artemisa

12:00  h        Pranzo al CIJAM

13:30 h          Partenza per La Habana

14:30 h          Divisione in gruppi per visitare:

–     Centro per bambini portatori di handicap “La Castellana”

–     Cátedra Universitaria del Adulto Mayor

–     Balletto di Litz Alfonso. Tempo libero in città

18:30 h          Partenza dal Museo de la Revolución o Casa de la Amistad

19:30 h          Cena al CIJAM

21:00 h          Festeggiamento collettivo dei compleanni

 

Giovedì 18 Luglio

 

09:00 h          Sveglia e colazione

10:30 h          Attività ufficiale di saluto. Lettura della Dichiarazione finale

13:00 h          Pranzo

15:00 h          Riunione finale di valutazione per Paesi

19:00 h          Cena

21:00 h          Attività culturale di saluto

 

Venerdì 19 Luglio

 

09:00             Sveglia e colazione

10:00             Partenza dei bus per La Habana per i brigatisti che resteranno a Cuba

Pomeriggio e sera  Partenze per l’aeroporto

 

 

 

NOTA: Il programma della Brigata può essere soggetto a cambi dovuti a ragioni che non dipendono dalla nostra volontà.

Il dovere di evitare una guerra in Corea

April 12, 2013 by  
Filed under dal mondo, politica

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Il dovere di evitare una guerra in Corea

Alcuni giorni fa mi sono riferito alle grandi sfide a cui deve fare fronte oggi l’umanità. La vita intelligente è sorta sul nostro pianeta circa 200 mila anni fa, salvo che nuove scoperte dimostrino altrimenti.

Non si deve confondere l’esistenza di vita intelligente con l’esistenza della vita stessa che, dalle sue forme elementari nel nostro sistema solare, cominciò milioni di anni fa.

Esiste un numero praticamente infinito di forme di vita. Attraverso il sofisticato lavoro dei più eminenti scienziati del mondo è stata concepita l’idea di riprodurre i suoni immediatamente successivi al ‘Big Bang’, la grande esplosione che ebbe luogo più di 13,7 miliardi di anni.

Questa introduzione sarebbe fin troppo lunga se non fosse per spiegare la gravità di un fatto tanto incredibile e assurdo com’è la situazione a cui si è arrivati nella penisola di Corea, in un’area geografica dove vivono quasi 5 dei 7 miliardi di persone che in questo momento abitano il pianeta.

Si tratta di uno dei rischi più gravi di guerra nucleare dopo la crisi dell’ottobre 1962 presso Cuba, cinquant’anni fa.
Nell’anno 1950 in Corea si scatenò una guerra che costò milioni di vite. Solo cinque anni dopo che due bombe atomiche erano scoppiate sulle città indifese di Hiroshima e Nagasaki, che in pochi minuti uccisero e colpirono con radiazioni centinaia di migliaia di persone.

Nella penisola coreana il generale Douglas MacArthur volle utilizzare le armi atomiche contro la Repubblica Popolare Democratica di Corea. Nemmeno uno come Harry Truman glielo permise.

Secondo quanto riportato, la Repubblica Popolare Cinese perse un milione di valorosi soldati per impedire che un esercito nemico si installasse nella frontiera di quel paese con la sua Patria. L’URSS, da parte sua, fornì armi, appoggio aereo, aiuti tecnologici ed economici.

Ebbi l’onore di conoscere Kim Il Sung, una figura storica, di grande valore e rivoluzionaria.

Se scoppia una guerra là, i popoli delle due parti della penisola saranno terribilmente sacrificati, senza beneficio alcuno per nessuno di loro. La Repubblica Popolare Democratica di Corea sempre fu amica di Cuba, cosí come Cuba lo è stata sempre e continuerà ad esserlo con essa.

Ora che ha dimostrato i suoi progressi tecnici e scientifici, le ricordiamo i suoi doveri con i paesi che sono stati suoi grandi amici, e non sarebbe giusto dimenticare che una guerra del genere colpirebbe in modo significativo a più del 70 % della popolazione del pianeta.

Se scoppiasse là in Corea una guerra così, il governo di Barack Obama nel suo secondo mandato rimarrebbe sepolto da un diluvio di immagini che lo presenterebbero come il personaggio più sinistro della storia degli Stati Uniti. Il dovere di evitare tutto questo è anche suo e del popolo degli Stati Uniti.

 

Fidel Castro Ruz

 

4 aprile 2013

Volete gli OGM nei cibi bio? L’Europa lo chiede – online – ai cittadini

January 23, 2013 by  
Filed under ambiente, beni comuni, dal mondo

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Volete gli OGM nei cibi bio? L’Europa lo chiede – online – ai cittadini

Di ltatoni, il 18 gennaio 2013 alle 13:30
La Commissione europea ha lanciato una consultazione via internet aperta a tutti i cittadini, per chiedere loro un parere sui nuovi regolamenti destinati alla produzione di alimenti biologici.
Si tratta di un questionario online, piuttosto complesso e solo in inglese, che propone una ventina di domande sulla regolamentazione per la produzione di alimenti biologici, sulle importazioni da altri mercati, sul benessere animale e sul rischio di contaminazione da OGM per i cibi biologici.
La normativa europea in vigore per la produzione agricola, afferma che non è necessario indicare la presenza eventuale di OGM sull’etichetta se questi costituiscono meno dello 0,9% del prodotto. “Questo è un buon momento per sottolineare il nostro impegno verso i più alti standard per la produzione biologica e rivedere le nostre regole dove necessario per creare le migliori condizioni possibili per favorire lo sviluppo della produzione biologica in Europa”, ha affermato il commissario all’Agricoltura dell’Unione Europea Dacian Ciolo.
Il questionario sarà online fino al 15 aprile 2013. Dopo aver esaminato le risposte, la Commissione elaborerà un nuovo quadro giuridico e strategico per il settore. Per tutti quelli che vogliono esprimere il proprio parere, ecco il link al questionario http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=orgagric2013&lang=en.

solidarietà con l’Equador

January 20, 2013 by  
Filed under dal mondo, nazionali

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Sono trascorsi sei anni da quando l’Ecuador, un piccolo paese andino con meno di 15 milioni di abitanti, ha deciso di lasciarsi alle spalle gli anni dell’instabilità politica e delle crisi economiche sofferte nelle ultime decadi, incamminandosi, con l’elezione dell’economista Rafael Correa nel 2006, in un progetto di profondo cambiamento politico e sociale conosciuto come la Revolucion Ciudadana.

L’Ecuador, un paese che per decadi è stato soggiogato al condizionamento degli organismi internazionali, marcato da livelli estremi di povertà e diseguaglianza, è oggi un paese nuovo.

L’Ecuador è oggi, uno dei migliori esempi che un altro mondo è possibile!

Ed è per questo che come Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba invitiamo a firmare il  presente appello.

Invitiamo tutti gli  intellettuali, politici, artisti e membri di movimenti sociali e della societa civile internazionale in generale ad unirsi a questa campagna e  vogliamo manifestare il nostro sostegno a questa trasformazione epocale che vive l’Ecuador, sostenendo la Rete degli Amici de la Revolucion Ciudadana. Ribadiamo il nostro appoggio a questo processo politico chiedendo che venga riconosciuta e rispettata la volontà che il popolo ecuadoriano, in modo sovrano e libero da qualsiasi ingerenza esterna, esprimerà nel febbraio 2013.

L’adesione va comunicata inviando i seguenti dati:

nome, cognome, professione o incarico, città e nazione al seguente indirizzo email: amigosrevolucionciudadana@gmail.com
                

ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI AMICIZIA ITALIA-CUBA

il coraggio della non violenza

January 20, 2013 by  
Filed under dal mondo, del territorio

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Cari e Care,
in questi giorni con la costruzione del villaggio di Bab Al Shams, la
resistenza popolare ha raggiunto livelli di organizzazione straordinaria. Il
Coordinamento dei Comitati Popolari è stato capace di coinvolgere molti
settori della realtà palestinese, giovani, studenti, contadini, donne,
politici, governo palestinese, internazionali, israeliani.
Permettetemi di sentirmi molto orgogliosa per aver partecipato alla
preparazione dell’evento con i Comitati Popolari, anche se devo ammettere
temevo non si potesse fare così presto, sopratutto dopo che il vento,
l’acqua e la neve avevano colpito i territori insieme ad una terribile
influenza che ha fatto circa 187 morti.
E’ stata una grande pena non poter essere a Bab Al Shams con tutti e tutte
loro, ma avevo 40 di febbre e ci saranno altre Bab Al Shams.
Non li fermeranno gli arresti: ieri mentre Mohammed veniva arrestato e
portato via da poliziotti israeliani, ad un certo punto si è messo a
fischiare e dalla Valle, innevata, gli hanno risposto in tanti, fischiando e
cantando. Ho ricordato la Valle dove sono nata, quella dell’Ossola, sulle
montagne piemontesi anche loro innevate e piene di partigiani , era la prima
libera repubblica italiana nel 44 ed io avevo solo 4 anni.

Come Associazione per la pace, e in prima persona, anche da parlamentare
europea, sosteniamo i Comitati Popolari e la lotta contro il muro e
l’occupazione, in modo particolare degli abitanti dei villaggi dove il muro
di annessione coloniale e di apartheid Israeliano ha confiscato terra ,
acqua, e vita ai palestinesi.
In questi ultimi anni, sono stati in italia con Assopace, i e le
rappresentanti dei Comitati di Budrus, Bili’in, Ni’lin, Al Masara, Nabi
Saleh, I giovani contro gli insediamenti di Hebron, i giovani palestinesi e
israeliani di Sheik Jarrah e tanti tanti altri e altre.

Nella prossima settimana, dal 21al 28 Gennaio, a Roma, Firenze, Pisa,
Genova, Seregno, Val di Susa, in collaborazione con molte associazioni ed in
modo speciale con il Presidio Europa della Val di Susa, sarà con noi
Abdallah Abu Rahma, uno degli artefici di Bab Al Shams ed incarcerato più
volte per le sue attività, ma che ancora dice: ci rifiutiamo di morire in
silenzio.
Vi invitiamo a partecipare ed a diffondere gli appuntamenti qui sotto
riportati.

per la Libertà, la dignità, la giustizia.
Un abbraccio
Luisa Morgantini
lmorgantiniassopace@gmail.com
tel. +348 3921465

Cloud Pillar su Gaza? No. Dio non c’entra

November 19, 2012 by  
Filed under comunicati stampa nazionale, dal mondo

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Comunicato stampa

Cloud Pillar su Gaza?

No. Dio non c’entra

Operazione Cloud Pillar: colonna di nuvole. Nella Torah e nel libro dell’Esodo della Bibbia, al capitolo 13, si racconta  che Dio ha protetto così il suo popolo dal nemico egiziano, consentendogli di passare indenne il mar Rosso.

Ma Dio non sta con l’esercito potente di uno stato occupante, proteggendolo e difendendolo con le  armi. Quel Dio che ama tutti i suoi figli non sta  assecondando  una strage di civili, a Gaza. Non ha ammantato di nuvole di sicurezza lo scempio di 340 civili feriti e di decine di morti in soli pochi giorni. In nome del diritto all’autodifesa non copre, con una coltre di ipocriti eufemismi, l’assassinio ‘mirato’ di nemici ‘eliminati’ da droni intelligenti. E non ha lasciato passare da  nuvole intrise di morte i volantini  di avviso ai civili che le bombe sarebbero arrivate, bastava spostarsi.

 

Tutto questo lo sta compiendo in queste ore l’esercito israeliano.

La popolazione di Gaza non ha rifugi di emergenza, non ha strade per fuggire dalla gabbia in cui è costretta a vivere da anni, non ha nemmeno più la luce per illuminarle.

Dio non avvolge dentro nessuna nuvola i razzi palestinesi che hanno ucciso tre persone in Israele, e che provocano angoscia tra la popolazione dello stato occupante. Ma l’inferno di fuoco è quello che in queste ore sta bruciando ancora una volta le persone, le case, la vita della Striscia.

 

Chiediamo alla comunità internazionale, all’Europa e al nostro governo che intervengano per un immediato cessate il fuoco, la fine dell’occupazione militare e il rispetto del diritto internazionale.

 

Ci impegniamo, come cittadini italiani assieme ai credenti di ogni fede che hanno a cuore i diritti umani di ogni individuo, del popolo palestinese come di quello israeliano, a non lasciare che il fumo tossico delle menzogne di guerra diffuse da gran parte della stampa possa avvelenarci tanto da stravolgere completamente la realtà dei fatti.

 

Il Dio della pace, il Dio di ogni creatura, può solo coprire di un unico pianto  i corpi massacrati   di chi quella terra benedetta dal suo amore per tutti, chiama casa.

Noi, tutti noi,  siamo chiamati a sgomberare il cielo e la terra di Palestina e Israele da nubi che soffocano la giustizia e da cingolati che straziano la vita di bambini, uomini e donne.

 

Pax Christi Italia

Firenze, 18 novembre 2012

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