Volete gli OGM nei cibi bio? L’Europa lo chiede – online – ai cittadini

January 23, 2013 by  
Filed under ambiente, beni comuni, dal mondo

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Volete gli OGM nei cibi bio? L’Europa lo chiede – online – ai cittadini

Di ltatoni, il 18 gennaio 2013 alle 13:30
La Commissione europea ha lanciato una consultazione via internet aperta a tutti i cittadini, per chiedere loro un parere sui nuovi regolamenti destinati alla produzione di alimenti biologici.
Si tratta di un questionario online, piuttosto complesso e solo in inglese, che propone una ventina di domande sulla regolamentazione per la produzione di alimenti biologici, sulle importazioni da altri mercati, sul benessere animale e sul rischio di contaminazione da OGM per i cibi biologici.
La normativa europea in vigore per la produzione agricola, afferma che non è necessario indicare la presenza eventuale di OGM sull’etichetta se questi costituiscono meno dello 0,9% del prodotto. “Questo è un buon momento per sottolineare il nostro impegno verso i più alti standard per la produzione biologica e rivedere le nostre regole dove necessario per creare le migliori condizioni possibili per favorire lo sviluppo della produzione biologica in Europa”, ha affermato il commissario all’Agricoltura dell’Unione Europea Dacian Ciolo.
Il questionario sarà online fino al 15 aprile 2013. Dopo aver esaminato le risposte, la Commissione elaborerà un nuovo quadro giuridico e strategico per il settore. Per tutti quelli che vogliono esprimere il proprio parere, ecco il link al questionario http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=orgagric2013&lang=en.

Firma anche tu per l’acqua pubblica in Europa!

October 31, 2012 by  
Filed under acqua, beni comuni, dall'Italia

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Riceviamo ed inoltriamo volentieri perchè la lotta per l’acqua pubblica non è ancora finita.

Iniziativa dei cittadini Europei  per l’Acqua Pubblica

 

La battaglia per l’acqua bene comune continua e, ancora una volta, abbiamo bisogno del vostro supporto. 


Così come in Italia, in molti paesi europei l’acqua non è considerata un diritto ma una merce da vendere e comprare.

Finalmente, però, è possibile sottoscrivere un proposta di iniziativa europea perché le risorse idriche siano messe fuori dal mercato e dai processi di privatizzazione in tutti i paesi europei.

In che modo? Attraverso il nuovo strumento legislativo di democrazia diretta dell’ICE (iniziativa dei cittadini europei). Per presentare un’ICE servono un milione di firme da almeno sette paesi dell’unione.

Come si fa a sottoscrivere? Per avere più informazioni vai su www.acquapubblica.eu, oppure clicca qui per firmare direttamente,  è semplicissimo e bastano pochi minuti. 

Firma e fai firmare per l’acqua diritto umano universale, inoltra questa mail ai tuoi amici, ai tuoi colleghi, ai tuoi conoscenti. Condividi il testo di questa mail e il video Youtube su Facebook, Twitter e Google+.

Scegli di essere parte delle decisioni. Scegli per l’acqua diritto umano universale. In Italia e in Europa.

Grazie,
Forum Italiano dei Movimenti per L’Acqua
FP-CGIL


Guarda il video!

 

 

 


campagna europea per la “demercificazione” dell’acqua

October 15, 2012 by  
Filed under acqua, nazionali

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Parte oggi una campagna europea per la “demercificazione” dell’acqua e perche’ venga riconosciuta come “diritto umano universale”.
Per poter presentare una “Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE uno strumento di democrazia diretta) dobbiamo raccogliere un milione di firme in Europa, lo si puo’ fare in pochi minuti andando sul sito: www.acquapubblica.eu


Rifondazione Comunista aderisce all’iniziativa, vi invitiamo a diffonderla attraverso i vostri siti e tutti gli strumenti a nostra disposizione.


Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

Rosa Rinaldi

segr. naz. PRC

resp. Ambiente, Territorio, Beni Comuni

ILVA

August 23, 2012 by  
Filed under beni comuni, comunicati stampa nazionale, lavoro

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ILVA – FERRERO (PRC –FDS): «L’ILVA DEVE PAGARE PER ABBATTERE INQUINAMENTO E NOCIVITÀ»

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra, ha dichiarato:

«Le grandi manifestazioni di oggi dicono chiaramente che l’ILVA deve mettere le risorse per abbattere l’inquinamento e la nocività dello stabilimento di Taranto. Non è accettabile che i costi della riconversione vengano scaricati sullo stato, cioè sulle tasse dei cittadini. Ambiente e lavoro si difendono insieme contro lo strapotere del padronato e la logica del massimo profitto. Nel ribadire il pieno sostegno alla magistratura che ha giustamente arrestato alcuni dirigenti dell’ILVA, diciamo al governo di intervenire con forza e determinazione: la questione ILVA non è un fatto privato».

2 agosto 2012

Legge regionale Tpl

June 2, 2012 by  
Filed under trasporti

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Legge regionale Tpl, il Forum incontra Fds, Sel e

Liguria Viva: “Porteremo i suggerimenti degli utenti”

Consiglio Regionale - invasione lavoratori tpl

Genova. Questa mattina i consiglieri regionali Alessandro Benzi (Capogruppo Federazione della Sinistra), Ezio Chiesa (Capogruppo Gruppo Misto – Liguria Viva), Giacomo Conti (Federazione della Sinistra) e Matteo Rossi (Capogruppo Sinistra Ecologia e Libertà) hanno incontrato una rappresentanza delle Associazioni di Pendolari che si sono costituiti recentemente nel Forum Ligure del Tpl (Trasporto Pubblico Locale).

Durante la riunione sono emerse le criticità del trasporto pubblico su rotaia e su gomma.

I presenti hanno espresso ai consiglieri regionali le preoccupazione, di fronte al disegno di legge regionale sul trasporto pubblico locale predisposto dalla giunta, di pendolari e utenti che preventivamente non sono stati consultati.

 Tra le ipotesi avanzate, quella di procedere ad un ruolo di pianificazione che pur di fronte ai tagli delle risorse garantisca agli utenti un migliore servizio qualitativo e quantitativo.

“La bozza di legge predisposta dalla giunta – affermano i consiglieri – deve ancora essere esaminata in Commissione e Consiglio dove porteremo delle proposte migliorative alla luce dei contributi e suggerimenti degli utenti e dei lavoratori del settore”

I consiglieri regionali presenti hanno, inoltre, assunto l’impegno di fare richiesta di audizione durante la riunione della Commissione Regionale competente, chiamata a discutere la bozza di legge, il Forum Ligure del Tpl.

2 giugno manifestazione Acqua

May 18, 2012 by  
Filed under acqua, nazionali

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Dip. Ambiente, territorio, beni comuni

Care compagne, cari compagni,
il 2 giugno ci sarà una nuova manifestazione nazionale promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua per chiedere ancora una volta l’attuazione dell’esito referendario.

Di seguito troverete una mia nota di adesione e l’appello della manifestazione.
I materiali informativi (Manifesto, volantino, banner e flyer-web) predisposti dal Forum li potete scaricare a questo link:
<http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1493%3Amateriali-manifestazione-nazionale-2-giugno&catid=137&Itemid=67> .

Invito le strutture a diffondere l’appello, a far conoscere i contenuti della manifestazione e a mobilitarsi per garantire la presenza del Partito a questo importante appuntamento nazionale.

Rosa Rinaldi
Segreteria nazionale Prc
Resp. Ambiente, territorio e beni comuni

“La Repubblica siamo noi…..siamo noi Bella ciao”
Il 2 giugno non è una parata militare, il 2 giugno siamo tutti noi che difendiamo la Costituzione, che prevede l’istituto del referendum come forma di democrazia diretta da parte dei cittadini. Le istituzioni hanno il dovere di obbedire alla volontà popolare. C’è da chiedersi: perché una manifestazione per l’acqua? Ma non è stato fatto un referendum nel giugno 2011? Già, ma il governo Monti, i poteri forti, i banchieri ed i “tecnici”, oltre a non attuare i risultati di quello splendido esempio di democrazia, sono pronti ad imporre nuove normative per continuare sulla strada della privatizzazione dell’acqua e garantire lauti profitti ai gestori, in pieno dispregio del vincolo di mandato che 27milioni di cittadini hanno chiaramente espresso.
In questa crisi,  le manovre della Bce, del governo e della finanza impongono scelte autenticamente neoliberiste che producono i frutti amari, sul terreno sociale, di impoverimento, disoccupazione e disperazione;  e su quello ambientale, svendita dei beni comuni,  incuria e abbandono del territorio.
Noi non ci stiamo e diciamo: BASTA. Siamo scesi in piazza il 12 maggio in una grande manifestazione della Federazione della sinistra e, in piena coerenza, sosteniamo la manifestazione del 2 giugno promossa dal popolo dell’acqua.
Ne condividiamo i contenuti e la scelta della data, e chiediamo alle massime cariche della Repubblica di rispettare, in coerenza con il dettame costituzionale, l’esito del referendum.
Rifondazione Comunista aderisce alla manifestazione nazionale del 2 giugno indetta dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, abbiamo condiviso e costruito il percorso del popolo dell’acqua  insieme a tante altre forze, associazioni e cittadini, ci saremo e invitiamo tutte/i a trasformare il 2 giugno in una grande piazza di democrazia, perché, appunto, “La Repubblica siamo noi…..siamo noi BELLA CIAO”.

Rosa Rinaldi
Segreteria nazionale Prc
Resp. Ambiente, territorio e beni comuni

APPELLO

Roma, sabato 2 Giugno 2012
Ore 15.00 P.zza della Repubblica
LA REPUBBLICA SIAMO NOI
Manifestazione nazionale
per l’attuazione del risultato referendario, per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un’alternativa alle politiche d’austerità del Governo e dell’Europa
Ad un anno dalla straordinaria vittoria referendaria, costruita da una partecipazione sociale senza precedenti, il Governo Monti e i poteri forti si ostinano a non riconoscerne i risultati e preparano nuove normative per consegnare definitivamente la gestione dell’acqua agli interessi dei privati, in particolare costruendo un nuovo sistema tariffario che continua a garantire i profitti ai gestori.
Non solo. Da una parte BCE, poteri forti finanziari e Governo utilizzano la crisi economico-finanziaria per rendere definitive le politiche liberiste di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici, di smantellamento dei diritti del lavoro, del welfare e dell’istruzione, di precarizzazione dell’intera vita delle persone. Dall’altra le politiche d’austerità ridimensionano il ruolo dell’intervento pubblico per poi alimentare l’idea che la crescita sia possibile solo attraverso investimenti privati, che in realtà si appropriano dei servizi e devastano il territorio.
E’ in atto il tentativo di imporre definitivamente il dominio delle “esigenze dei mercati” sulla democrazia, ovvero il diritto di tutte e di tutti a decidere collettivamente sul proprio presente e futuro.
Il 2 giugno è da sempre la festa della Repubblica, ovvero della res publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una festa ormai da anni espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, come se quella fosse l’unica funzione rimasta ad un “pubblico”, che si vuole progressivamente consegnare agli interessi dei grandi gruppi bancari e dei mercati finanziari.

Ma la Repubblica siamo noi.
Le donne e gli uomini che nella propria quotidianità ed in ogni territorio lottano per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per un welfare universale e servizi pubblici di qualità, per la dignità del lavoro e la fine della precarietà, per il diritto alla salute e all’abitare, per l’istruzione, la formazione e la conoscenza, per la trasformazione ecologica della produzione, a partire dal Forum Alternativo dei Popoli di Rio+20, per politiche di pace e cooperazione.
Le donne e gli uomini che, come nel resto d’Europa, pensano che i beni comuni siano fondamento di un nuovo modello produttivo e sociale.
Le donne e gli uomini che dentro la propria esperienza individuale e collettiva rivendicano una nuova democrazia partecipativa, dentro la quale tutte e tutti possano contribuire direttamente a costruire un diverso futuro per la presente e le future generazioni.
Crediamo sia giunto il momento in cui siano queste donne e questi uomini a riempire la piazza del 2 giugno.
Con l’allegria e la determinazione di chi vuole invertire la rotta.
Con la consapevolezza di chi sa che il futuro è solo nelle nostre mani.
Promuovono: Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua <http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article7382>
Per adesioni scrivere a segreteria@acquabenecomune.org

Acqua – Bene comune, bene speciale

April 10, 2012 by  
Filed under acqua, del territorio

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Associazione culturale “Articolo nove – Cittadinanza e territorio”

Viale Dante, 21    16039 Sestri Levante       Tel. 3356704127

Email: costituzione.articolo.nove@gmail.com

 

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

 

La promozione e lo straordinario successo del Referendum sull’acqua hanno costituito un grande fatto di democrazia e di civiltà.
Purtroppo né le multinazionali né certa classe politica sembrano rassegnarsi alla sconfitta: non solo si tarda a dare applicazione alle conseguenze giuridiche (ed economiche) del referendum, ma vedono segnali preoccupanti di grandi manovre tese a eludere la volontà chiarissimamente espressa da 27 milioni di italiani.
Invitiamo le associazioni, le forze politiche, i cittadini del Tigullio a discutere con noi un tema che appare centrale oggi e sempre più nel prossimo futuro.
venerdì 13 aprile – ore 21,00 –
al teatro Lavagnina di Sestri Levante
ACQUA – BENE COMUNE, BENE SPECIALE
Grazie
Associazione “Articolo 9”
Legambiente

Dichiarazione sull’ Acqua in Palestina

April 4, 2012 by  
Filed under acqua, dal mondo

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Dichiarazione sull’ «Acqua in Palestina»I partecipanti al FAME, svoltosi dal 14 al 17 marzo 2012 a Marsiglia, dopo aver discusso della situazione dell’acqua in Palestina, segnata – stando alle diverse comunicazioni presentate –  da un vero e proprio “apartheid dell’acqua”, sono giunti alle seguenti conclusioni:1 – il conflitto israelo-palestinese ha radici e ragioni essenzialmente politiche. Tuttavia l’acqua è al centro di tale conflitto.

2 – In base alle convenzioni di Ginevra, ricade su Israele, in quanto occupante, la responsabilità di garantire l’erogazione di acqua necessaria alla popolazione palestinese sotto occupazione.

3 –  In questo conflitto Israele utilizza l’acqua come arma politica e come strumento di pulizia etnica, applicando in particolare le Ordinanze militari n. 92 del 15 agosto 1967 e n. 158 del 30 ottobre 1967.

4 – Israele conduce una vera e propria politica di “apartheid idraulico” contro i Palestinesi per costringerli ad abbandonare le loro terre ai coloni illegali. Per questo un palestinese ha a disposizione solo un quarto di quanto invece consuma un israeliano e gli è persino proibito di raccogliere l’acqua piovana.

5 –  Il muro di separazione – o meglio della Vergogna – considerato illegale dalla giustizia internazionale, separa le famiglie, ruba ai Palestinesi la loro acqua a vantaggio dei coloni, e impedisce loro di coltivare i campi  e gli uliveti. Il che è ancor più grave tenuto conto che l’agricoltura rappresenta il 15% del PIL palestinese.

6 – Mekorot – Gestore del National Water Carrier (NWC) – attua una politica discriminatoria nei confronti dei Palestinesi che fa loro dire che essi vivono nel “paese della sete”.

7 – Israele impedisce ai Palestinesi di accedere a una depurazione corretta. Il che mette in pericolo la loro salute e rischia di contaminare le falde alle quali attingono sia i Palestinesi sia gli occupanti israeliani.

8 – La situazione di Gaza sia dal punto di vista dell’”acqua potabile” sia della “depurazione” è un attentato alla dignità umana ed è francamente insopportabile.

9 – Le popolazioni nomadi vivono situazioni intollerabili per quanto riguarda l’acqua la cui penuria, organizzata dall’occupante, rende la loro vita impossibile e decima i loro armenti (l’accesso ai pascoli è proibito)

Per tutte queste ragioni, i partecipanti al FAME condannano con forza le politiche israeliane  nei confronti dei Palestinesi per quanto riguarda l’acqua, che non possono non essere considerate criminali. Denunciano nel contempo le continue violazioni del diritto all’acqua dei Palestinesi.

Chiedono l’istituzione di una Commissione di verifica di tale situazione e la costituzione di un Tribunale Internazionale dell’Acqua per mettere fine alla giustizia negata in questo campo.

Fanno appello a tutte le donne e uomini amanti della giustizia e della pace nel mondo intero affinché partecipino alla campagna BDS “Boicottaggio – Disinvestimento- Sanzioni”   lanciata dalla società civile palestinese nel 2005 per costringere Israele a garantire i diritti fondamentali delle tre componenti del popolo palestinese: i profughi, i Palestinesi colonizzati (Cisgiordania e Gaza)  e i Palestinesi che vivono in Israele (i Palestinesi del 48).

Fanno appello a tutte le donne e uomini amanti della giustizia e della pace nel mondo intero affinché facciano pressione verso le rispettive autorità nazionali per porre fine alla condizione disumana imposta ai Palestinesi e  far cessare le violazioni del diritto che minacciano la pace nel mondo.

Come Nelson Mandela, essi sostengono che “La nostra libertà resterà incompleta finché i Palestinesi non avranno recuperato la loro

 

bus – tagli

April 4, 2012 by  
Filed under dal Tigullio/Paradiso, trasporti

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dal Secolo XIX del 4/04

AMT – non possono pagare lavoratori e cittadini

April 2, 2012 by  
Filed under dal Tigullio/Paradiso, trasporti

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– Genova24.it – http://www.genova24.it –

Amt, secco “no” dei sindacati al nuovo piano finanziario: “Non possono pagare lavoratori e cittadini”
Scritto da Jenny Sanguineti il 2 aprile 2012 @ 13:42 In 4,Copertina,Economia,Genova | No Comments

Genova. I sindacati hanno risposto no al nuovo piano finanziario presentato questa mattina da Amt. “L’azienda ci ha presentato un piano di recuperi sia interni che esterni, come avevamo preventivato già dalla settimana scorsa – spiega Antonio Cannavacciuolo, Uiltrasporti – l’idea di Amt, in particolare, è quella di recuperare il 12% aumentando i turni di lavoro al personale di guida e prevedendo un sistema di cassa integrazione a rotazione per gli impiegati”. E ovviamente i sindacati non potevano accettare queste proposte.

“I tranvieri, che sono circa 1700, hanno già fatto molte ore in più di quanto era previsto, ma questi sacrifici non sono serviti a nulla – prosegue il sindacalista – quindi abbiamo ribadito il nostro forte no alle proposte dell’azienda. Anche per quanto riguarda gli impiegati, si rischia di mettere in crisi intere famiglie”.
Qualcosa, però, è cambiato, ma non in meglio.

“Il piano finanziario è stato deliberato anche dal Comune, che dando il via libera all’azienda sta contravvenendo a tutti gli impegni presi in precedenza – dice Cannavacciuolo – il problema è che il mandato della sindaco Vincenzi sta per scadere e noi non sappiamo con chi confrontarci, visto che ancora non si può sapere chi sarà alla guida di Genova”.I sindacati, infatti, hanno già lanciato un appello ai candidati sindaci, ma fino ad ora non è arrivata nessuna risposta.

Le preoccupazioni continuano a crescere, quindi. “Come sempre l’azienda ha usato una sorta di tono ricattatorio, dicendo che se non acconsentiremo, a giugno si rischierà di dichiarare il fallimento – dichiara il rappresentante della Uiltrasporti – Noi ricordiamo ancora una volta che non è colpa dei lavoratori se il Comune non ha versato i 20 milioni di euro che erano previsti per il 2012 e che non si possono fare pagare le colpe di altri ai lavoratori e ai cittadini di Genova ”.

I sindacati non mollano e se sono pronti a nuovi incontri e confronti, “ma per parlare di soluzioni fattibili e non di assurdità”. “

Articolo stampato da Genova24.it: http://www.genova24.it

Indirizzo dell articolo:: http://www.genova24.it/2012/04/amt-secco-%e2%80%9cno%e2%80%9d-dei-sindacati-al-nuovo-piano-finanziario-%e2%80%9cnon-possono-pagare-lavoratori-e-cittadini%e2%80%9d-30846/

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