Volete gli OGM nei cibi bio? L’Europa lo chiede – online – ai cittadini

January 23, 2013 by  
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Volete gli OGM nei cibi bio? L’Europa lo chiede – online – ai cittadini

Di ltatoni, il 18 gennaio 2013 alle 13:30
La Commissione europea ha lanciato una consultazione via internet aperta a tutti i cittadini, per chiedere loro un parere sui nuovi regolamenti destinati alla produzione di alimenti biologici.
Si tratta di un questionario online, piuttosto complesso e solo in inglese, che propone una ventina di domande sulla regolamentazione per la produzione di alimenti biologici, sulle importazioni da altri mercati, sul benessere animale e sul rischio di contaminazione da OGM per i cibi biologici.
La normativa europea in vigore per la produzione agricola, afferma che non è necessario indicare la presenza eventuale di OGM sull’etichetta se questi costituiscono meno dello 0,9% del prodotto. “Questo è un buon momento per sottolineare il nostro impegno verso i più alti standard per la produzione biologica e rivedere le nostre regole dove necessario per creare le migliori condizioni possibili per favorire lo sviluppo della produzione biologica in Europa”, ha affermato il commissario all’Agricoltura dell’Unione Europea Dacian Ciolo.
Il questionario sarà online fino al 15 aprile 2013. Dopo aver esaminato le risposte, la Commissione elaborerà un nuovo quadro giuridico e strategico per il settore. Per tutti quelli che vogliono esprimere il proprio parere, ecco il link al questionario http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=orgagric2013&lang=en.

Salvaguardiamo il territorio: Grande successo per la fiaccolata di ieri a Borghetto organizzata da Fasce Rosse, Sel Val di Vara eRifondazione Comunista

October 26, 2012 by  
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Salvaguardiamo il territorio: Grande successo per la fiaccolata di ieri a Borghetto organizzata da Fasce Rosse, Sel Val di Vara eRifondazione Comunista

In un giorno così carico di emozioni e di dolore per le vittime della tragica alluvione di un anno fa, ieri pomeriggio a Borghetto Vara si è tenuta una bellissima e partecipatissima fiaccolata organizzata dai volontari delle Fasce Rosse, da Rifondazione Comunista e dal locale circolo di Sel.

La risposta della gente di Borghetto, che ha percorso i due chilometri di distanza che li separa dalla vicina Brugnato, è certamente tra i migliori messaggi lanciati ieri a tutta Italia, a dispetto della grande sfilata in alta uniforme di tutte le istituzioni possibili e immaginabili che ieri hanno popolato il piccolo paese della Val di Vara.

“Salvaguardiamo il territorio”
, c’era scritto con molta semplicità e senza bandiere di partito nel grande striscione che guidava il corteo, formato da gente comune, semplici cittadini di Borghetto. Dietro lo striscione c’erano anziani, mamme, giovani e tantissimi ragazzini: sono loro la speranza di un futuro lontano dal cemento che preservi la nostra meravigliosa terra per vivere in armonia e non in contrasto con essa. La natura si riprende sempre i suoi spazi e, purtroppo, l’uomo spesso paga con la vita.

Impariamo a rispettare la natura come bene comune, contrastando ogni tipo di speculazione umana dettata solo dal soldo e dall’interesse personale e non collettivo. Con questo messaggio ll’ingresso di Brugnato, si è poi tenuto un minuto di raccoglimento in memoria di chi un anno fa ha perso la vita in maniera così tragica e improvvisa. La loro testimonianza serva a tutti da monito perchè non riaccada mai più, nella nostra provincia come altrove, un disastro simile.

Fasce Rosse

Rifondazione Comunista La Spezia
Circolo di Sel Val di Vara

PRC La Spezia: “Anche Levanto verso Rifiuti Zero, altro passo in avanti”

October 10, 2012 by  
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PRC La Spezia: “Anche Levanto verso Rifiuti Zero, altro passo in avanti

Il comune di Levanto ha aderito ufficialmente alla strategia Rifiuti Zero, grazie anche al lavoro di Rifondazione, presente nella giunta comunale levantese. Un passo importante per un’amministrazione coraggiosa che ha deciso di intraprendere l’unica soluzione possibile, sia economicamente che soprattutto ambientalmente, al problema del riciclo dei rifiuti nella nostra provincia, soluzione già deliberata e intrapresa dal comune capoluogo della Spezia su mozione e istanza degli esponenti del Prc.

Rifondazione Comunista ha ospitato nel nostro territorio innumerevoli volte (e in tempi non sospetti) l’assessore all’ambiente al comune di Capannori Alessio Ciacci, primo attuatore in Italia di Rifiuti Zero e lo scienziato ideatore del piano, il professor Paul Connett, per contrastare la costante pressione di chi intende perseverare nella soluzione folle dell’incenerimento.

Quello di Levanto è un importante risultato alla vigilia dell’assemblea nazionale per la costituzione dell’Associazione Nazionale delle Comunità Verso Rifiuti Zero che si terrà proprio a Capannori il prossimo 13 ottobre, con la presenza di tutti i comuni aderenti, e molte associazioni, tra cui la spezzina AmbientalMente.

Rifondazione Comunista La Spezia

SICILIA – FERRERO e RINALDI (PRC-FDS): «NO AL MUOS USA DI NISCEMI: domani, 6 ottobre, anche il Prc alla manifestazione»

October 6, 2012 by  
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COMUNICATO STAMPA
SICILIA – FERRERO e RINALDI (PRC-FDS): «NO AL MUOS USA DI NISCEMI: domani, 6 ottobre, anche il Prc alla manifestazione»

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista e Rosa Rinaldi, e responsabile Ambiente, territorio e beni comuni di Rifondazione comunista, dichiarano:

«In Sicilia, a Niscemi, la Marina Usa vorrebbe impiantare uno dei quattro Muos esistenti sulla Terra: un sistema di telecomunicazioni satellitari che servirà a controllare ogni angolo del pianeta e consentirà agli Stati Uniti di sfruttare ancora di più le propria enorme forza distruttrice militare. Quello di Niscemi ha ottenuto il benestare del governo Lombardo e del PD che lo ha sostenuto e verrà gestito direttamente dal Dipartimento Difesa Usa. Si tratta di uno strumento di guerra a cui noi ci opponiamo con forza: no alla militarizzazione del territorio, all’enorme inquinamento elettromagnetico prodotto dalle antenne, all’impatto devastante sul territorio (le strutture verranno impiantate all’interno della riserva naturale “Sughereta”). Sabato 6 ottobre a Niscemi si terrà una manifestazione per impedire questo scempio, l’ennesimo che andrebbe a colpire la regione siciliana. Rifondazione comunista aderisce e invita tutte e tutti alla mobilitazione».

5 ottobre 2012

L’inferno dell’ILVA di Taranto

October 4, 2012 by  
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L’inferno dell’ILVA di Taranto

Mio figlio vive a Bari ma insegna diritto del lavoro all’Università di Taranto. La finestra dell’aula dove fa lezione ha come orizzonte l’Ilva. Il primo giorno di lezione si sentiva una forte puzza di ‘gas’: chiese al bidello se si fosse rotto qualche tubo del riscaldamento. La risposta fu: è sempre così.

Due giorni fa mi ha fatto fare un giro intorno all’Ilva e ai margini del quartiere Tamburi, dove abitano prevalentemente le famiglie degli operai. Ho visto i ferri delle transenne e tutto ciò che è di metallo di colore rosso; nonostante le piogge e le nevicate di quest’inverno la polvere rossa non è venuta via perché è attaccata.

Mio figlio mi dice che di sera quando esce dai consigli di facoltà vede l’Ilva tutta illuminata, enorme, con fumi rossi, arancione e blu: l’Inferno dantesco.

Sono state ammazzate migliaia di pecore perché avevano brucato erba vicino all’Ilva; c’è diossina nel latte materno; c’è diossina nei cibi dei bambini e delle bambine della scuola dell’infanzia.

In questa situazione ottocentesca (“Germinal” di Zola e “La condizione della classe operaia in Inghilterra” di Engels) c’è una situazione postmarxista e postmoderna: gli operai in maggioranza difendono il posto di lavoro e…l’azienda. Il conflitto di classe è cambiato. L’Azienda non può smettere la produzione, l’Europa ha bisogno dell’acciaio dell’Ilva, gli operai hanno bisogno di produrre l’acciaio.

Qui davvero si capisce dolorosamente il senso del biocapitalismo: il capitalismo mangia la vita, la mente, l’anima.

Ovviamente il mio sostegno va al ‘comitato di lavoratori e cittadini liberi e pensanti’, dove ci sono tante donne. Se nel nome ci fossero state anche le lavoratrici e le cittadine, sarebbe stato meglio. Ma ahimé nelle emergenze, anche nelle emergenze il simbolico maschile è quello visibile.

Ho scritto per comunicarvi la mia angoscia di ‘libera e pensante’.

Imma Barbarossa 

 

 

LEGGE REGIONALE DIFESA DELLA COSTA

June 2, 2012 by  
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REGIONE LIGURIA

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LEGGE REGIONALE 29 MAGGIO 2012 N. 21

MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 28 APRILE 1999, N. 13 (DISCIPLINA DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI DIFESA DELLA COSTA, RIPASCIMENTO DEGLI ARENILI, PROTEZIONE E OSSERVAZIONE DELL’AMBIENTE MARINO E COSTIERO, DEMANIO MARITTIMO E PORTI)

Il Consiglio regionale – Assemblea legislativa della Liguria ha approvato.

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA

promulga

 

la seguente legge regionale:

Articolo 1

(Modifiche all’articolo 8 della legge regionale 28 aprile 1999, n. 13 (Disciplina delle funzioni in materia di difesa della costa, ripascimento degli arenili, protezione e osservazione dell’ambiente marino e costiero, demanio marittimo e porti))

  1. Alla lettera b quater) del comma 1 dell’articolo 8 della l.r. 13/1999 e successive modificazioni ed integrazioni, dopo la parola: “Operativi” sono inserite le seguenti: “e le loro varianti”.
  2. Dopo la lettera b quater) del comma 1 dell’articolo 8 della l.r. 13/1999 e successive modificazioni ed integrazioni, è inserita la seguente:

“b quinquies)       all’approvazione delle varianti allo strumento urbanistico comunale contestuali ai progetti di interventi di cui alle lettere b ter) e b quater);”.

 

Articolo 2

(Modifiche all’articolo 11 bis della l.r. 13/1999)

  1. L’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 11 bis della l.r. 13/1999 e successive modificazioni ed integrazioni è soppresso.
  2. Dopo il comma 1 dell’articolo 11 bis della l.r. 13/1999 e successive modificazioni ed integrazioni, è inserito il seguente:

“1 bis       I Comuni, previa consultazione con le associazioni di categoria, adottano il Progetto di utilizzo da pubblicare con i relativi elaborati tecnici nel sito informatico comunale e da depositare presso gli uffici comunali per quindici giorni consecutivi. Fino a quindici giorni dopo la scadenza del periodo di pubblicità possono essere presentate osservazioni da parte di chiunque vi abbia interesse. Il Progetto di utilizzo è trasmesso alla Regione entro i successivi sessanta giorni per l’acquisizione del nulla-osta demaniale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera b bis), corredato delle osservazioni e della deliberazione consiliare di pronuncia sulle osservazioni.”.

3.    Alla fine della lettera a) del comma 3 dell’articolo 11 bis della l.r. 13/1999 e successive modificazioni ed integrazioni, è aggiunto il seguente periodo:

“nel caso di spiagge libere decentrate individuate dal PUD comunale, con esclusione di quelle ricadenti in ambiti soggetti a regime di conservazione dell’assetto insediativo del PTCP, anche qualora non venga raggiunta la sopraindicata percentuale minima del 40 per cento di spiagge libere e libere attrezzate, è possibile il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime per chiosco bar, che può essere corredato di tavolini e sedie posti su impalcato in legno, o per deposito di attrezzature su area scoperta, alle seguenti condizioni:

1)    la distanza minima tra tali strutture e da altre concessioni ad uso turistico ricreativo, non sia inferiore a 100 metri;

2)    per ciascuna spiaggia libera decentrata non siano ammesse più di due concessioni del tipo indicato;

3)    i depositi su aree scoperte abbiano estensione non superiore a 10 metri quadrati, siano posti il più lontano possibile dalla battigia e collocati in aderenza ai percorsi pubblici pedonali di accesso alla spiaggia.

Il Comune, nell’atto di concessione, indica gli obblighi a carico del concessionario per la pulizia della spiaggia libera in un raggio di 25 metri dal bar o dalle attività di deposito di attrezzature a noleggio;”.

4.    Dopo il comma 3 dell’articolo 11 bis della l.r. 13/1999 e successive modificazioni ed integrazioni è inserito il seguente:

“3 bis.    La locazione di attrezzature a supporto della balneazione è consentita anche se non prevista nel Progetto di utilizzo solo negli spazi già oggetto di concessione demaniale esistente senza ampliamento della relativa superficie e previa richiesta di modifica della concessione.”.

5.    Dopo il comma 4 dell’articolo 11 bis della l.r. 13/1999 e successive modificazioni ed integrazioni, sono aggiunti i seguenti:

“4 bis.    I Comuni entro novanta giorni dal rilascio del nulla-osta regionale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera b bis), devono adeguare le norme e/o gli elaborati del Progetto di utilizzo in conformità alle prescrizioni regionali apposte e trasmettere alla Regione la documentazione modificata. Qualora entro tale data non provvedano alla trasmissione, operano le limitazioni di cui all’articolo 11 bis, comma 2. L’efficacia del PUD comunale decorre dal momento dell’adeguamento del Progetto conformemente alle prescrizioni contenute nel nulla-osta regionale.

4 ter.      L’inosservanza da parte del concessionario delle norme previste dal Piano regionale di utilizzazione e dal Progetto di utilizzo comunale è valutata dall’Amministrazione concedente ai fini della dichiarazione di decadenza ai sensi dell’articolo 47, comma 1, lettera f), del Codice della Navigazione.”.

 

Articolo 3

(Modifica all’articolo 11 ter della l.r. 13/1999)

  1. Alla fine della lettera d) del comma 1 dell’articolo 11 ter della l.r. 13/1999 e successive modificazioni ed integrazioni, è aggiunto il seguente periodo:

“In casi di spiaggia con profondità media inferiore ai 10 metri il gestore può chiedere al Comune di occupare con proprie attrezzature fino al 60 per cento dell’area in concessione. Il Comune, valutati i presupposti, rilascia specifica autorizzazione a riguardo.”.

 

Articolo 4

(Modifiche all’articolo 11 quater della l.r. 13/1999)

  1. Al comma 1 dell’articolo 11 quater della l.r. 13/1999 e successive modificazioni ed integrazioni, la parola: “adozione” è sostituita dalla seguente: “approvazione”.
  2. Dopo il comma 1 dell’articolo 11 quater della l.r. 13/1999 e successive modificazioni ed integrazioni, sono aggiunti i seguenti:

“1 bis.    L’Autorità portuale, previa consultazione con le associazioni di categoria, adotta il Progetto di utilizzo e lo pubblica nel proprio sito informatico, con relativo deposito presso gli uffici per quindici giorni consecutivi. Fino a quindici giorni dopo la scadenza del periodo di pubblicità possono essere presentate osservazioni da parte di chiunque vi abbia interesse. Nei successivi sessanta giorni il Progetto di utilizzo è trasmesso alla Regione, corredato delle osservazioni presentate e delle controdeduzioni dell’Autorità portuale, per l’acquisizione del nulla-osta demaniale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera b bis).

1 ter.    L’Autorità portuale entro novanta giorni dal rilascio del nulla-osta regionale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera b bis), deve adeguare le norme e/o gli elaborati del Progetto di utilizzo in conformità alle prescrizioni regionali apposte e trasmettere alla Regione la documentazione modificata. Qualora entro tale data non provveda alla trasmissione, operano le limitazioni di cui all’articolo 11 bis, comma 2.”.

 

Articolo 5

(Inserimento dell’articolo 11 quinquies 1 della l.r. 13/1999)

1.    Dopo l’articolo 11 quinquies della l.r. 13/1999 e successive modificazioni ed integrazioni, è inserito il seguente:

“Articolo 11 quinquies 1

(Tipologia di opere ammesse in area demaniale)

  1. Fatto salvo il rispetto della pianificazione di tutela dell’ambiente marino e costiero attuativa dell’articolo 41 della legge regionale 4 agosto 2006, n. 20 (Nuovo ordinamento dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure e riorganizzazione delle attività e degli organismi di pianificazione, programmazione, gestione e controllo in campo ambientale) e successive modificazioni ed integrazioni, sulle spiagge e sulle scogliere è ammessa:

a)      la realizzazione di nuove costruzioni e manufatti non in muratura che devono essere smontati e rimossi dal sedime demaniale qualora al di fuori della stagione balneare non svolgano l’attività oggetto della concessione demaniale marittima; a garanzia dell’effettivo smontaggio e rimozione, il concessionario è tenuto a depositare idonea fidejussione al Comune;

b)      la realizzazione di nuove costruzioni e manufatti in muratura o interrati solo quando si tratti di:

1)  opere pubbliche;

2)  opere di adeguamento tecnologico e igienico-sanitario interrate derivanti da obblighi di legge;

3)  opere di rilevante interesse pubblico connesse all’attuazione di interventi previsti nella pianificazione urbanistico-territoriale che conseguano la positiva pronuncia di valutazione di impatto ambientale.”.

La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Liguria.

 

Data a Genova addì 29 maggio 2012

 

IL PRESIDENTE

(Claudio Burlando)

AMBIENTE:SINISTRA, REGIONE FACCIA APPLICARE LEGGE DEPURATORI

June 2, 2012 by  
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CONTI-BENZI-ROSSI, COMUNI INADEMPIENTI NON POSSONO COSTRUIRE

31 Maggio , 19 : 22 (ANSA) – GENOVA, 31 MAG – I consiglieri regionali della Sinistra Giacomo Conti, Alessandro Benzi e Matteo Rossi hanno chiesto con una interrogazione di “far applicare le direttive della Legge 4/2012 che prevedono il divieto di costruire nei comuni con depurazione delle acque fuorilegge”. “Il Consiglio Regionale della Liguria con la Legge n.4/2012 – hanno spiegato i consiglieri – ha adottato una norma urgente per contenere il carico inquinante degli scarichi delle acque reflue nei Comuni inadempienti rispetto alle direttive comunitarie. Una norma chiara e di salvaguardia per il territorio, per limitare i danni ambientali causati dai Comuni fuorilegge, che subordina eventuali nuovi interventi urbanistici al funzionamento del servizio fognario depurativo”. “A queste norme – dicono Conti, Benzi e Rossi – si oppongono alcuni dei sindaci dei comuni inadempienti, a partire da Recco, che chiedono invece di poter realizzare eventuali nuove lottizzazioni edilizie”. “Sono davvero incomprensibili le proteste – ha dichiarato Giacomo Conti – Non comprendo neppure le titubanze del dirigente del dipartimento Ambiente che continua ad allargare le maglie nelle note interpretative inviate ai Comuni. Mi sarei aspettato una maggiore determinazione, da parte dei sindaci e da parte degli uffici regionali, per fare i depuratori la dove mancano e non, invece, su come aggirare la norma appena votata per consentire nuove edificazioni”. (ANSA). CE

Il Mediterraneo trattato come una discarica: servono leggi e vincoli più severi

April 13, 2012 by  
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di Rosa Rinaldi

«Quanto accaduto oggi a Taranto è un fatto gravissimo: cominciano ad essere davvero troppe le navi che arrivano nel nostro paese e che per “incidenti” di varia natura riversano in mare rifiuti di ogni tipo – dichiara Rosa Rinaldi della segreteria nazionale di Rifondazione comunista, responsabile Ambiente del Prc – . Da quanto si apprende all’origine dello sversamento in mare di olio combustile misto ad acqua ci sarebbe lo scarico dell’acqua di zavorra “contaminata”: la nave è quindi arrivata in porto con una falla a bordo? Se la notizia fosse confermata significherebbe che il Mediterraneo viene usato come una vera e propria discarica. Nell’esprimere preoccupazione per la situazione in corso chiediamo che, nell’interesse della salute pubblica, venga fatta piena chiarezza e siano accertate le responsabilità su questo fatto inquietante.

Il governo, alla luce della situazione nel porto di Taranto e in considerazione di quanto già accaduto con i bidoni tossici gettati a dicembre 2011 in mare al largo di Livorno, dovrebbe occuparsi seriamente della tutela della salute e di beni come il mare con regole e vincoli precisi. Noi chiediamo leggi e vincoli più stringenti: le navi non devono più transitare così vicino alle coste, non devono essere messe nelle condizioni di inquinare e le compagnie che inquinano vanno sanzionate pesantemente».

IL CONVEGNO ALL’ECONOMICA DICHIAVARI

March 5, 2012 by  
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La piana dell’Entella? Ecco il piano d’azione

Obiettivo puntato sui “contratti di fiume” europei

CHIAVARI. Tecnici, ambientalisti, architetti e agricoltori a convegno per capire come difendere l’Entella  e la sua gente. Prevenzione è stata la parola d’ordine ieri pomeriggio alla Società Economica di Chiavari. Il convegno organizzato delle associazioni Il bandolo, Legambiente e Articolo nov econ la collaborazione  dell’Osservatorio dei fenomeni  urbani (Ofu), infatti, ha posto l’accento sulla  necessità  di individuare e adottare un piano d’azione per il bacino dell’unico fiume del territorio: l’Entella. Corso d’acqua che attraversa una vasta piana agricola, scivolando   via  a pochi    metri    da abitazioni e aziende. Un fiume che tiene con  il fiato sospeso a ogni allerta meteo, che è già   straripato  e che trasforma vaste aree del territorio in zone rosse,ossiaesondabili. Un fiume che,nel tratto terminale,  è  anche  oasi  naturalistica e attorno al quale, da mesi, si scalda il dibattito politico  tra favorevoli e contrari alla costruzione di nuovi argini lungo la sponda di Lavagna, intervento propedeutico al prolungamento di viale Kasman fino a Carasco.  Con  la  consapevolezza  di tutto questo, ieri all’Economica si è discusso  dei  contratti di  fiume, strumenti nati in Francia nei primi anni Ottanta con l’obiettivo  di garantire un’efficace di gestione dei sistemi paesistico ambientali legati alle acque. In pochi anni i contratti si sono diffusi in molte altre nazioni come il Belgio, il Lussemburgo i Paesi Bassi, la Spagna e anche l’Italia, ma in Liguria stentano ad attecchire  e l’Entella, così come gli altri fiumi regionali, ne  è  sprovvisto. Obiettivo del convegno era  quello di far comprendere  alle  amminitrazioni  (in sala, tra gli altri, c’era­ no rappresentanti del Comune di Lavagna e alcuni candidati sindaco di Chiavari) l’importanza  di  dotarsi di un nuovo strumento di pianificazione   strategica  e  partecipata.

«I  contratti di fiume   –  è  stato spiegato dai relatori – vogliono segnare il passaggio dalla  gestione  del  rischio  e  del­ l’emergenza alla prevenzione dina­ mica, nell’ottica  di una maggiore efficienza delle politiche e degli in­ vestimenti, coinvolgendo le istituzioni regionali e locali». Un approfondimento sull’argomento ci sarà tra un mese, a Lavagna, con la seconda parte del convegno, dedicata  agli amministratori.

dal Secolo XIX del 4/03/2012

LA TAV NON SI PUO’ FARE

March 1, 2012 by  
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